La Senna torna balneabile dopo un secolo, tra polemiche e rinascita
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Redazione Esteri
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Un anno fa, mentre Parigi si preparava ad accogliere i Giochi olimpici, le acque della Senna erano al centro di un acceso dibattito. Gli atleti che vi si erano immersi durante le prove avevano riportato infezioni legate alla presenza di escherichia coli, scatenando critiche feroci verso un fiume definito "putrido" e irrimediabilmente inquinato. Oggi, però, quel che sembrava impossibile è diventato realtà: la Senna è stata dichiarata balneabile dopo 102 anni di divieto, con analisi che ne attestano la qualità eccellente e una temperatura invitante di 26 gradi.
A sancire ufficialmente il cambiamento è stata la sindaca Anne Hidalgo, che ha scelto di tuffarsi pubblicamente per fugare ogni dubbio. "È un momento storico", ha commentato, mentre i primi bagnanti riprendevano possesso del fiume, nuotando sotto lo sguardo vigile dei bagnini e delle motovedette della polizia. Tre le aree attrezzate – Bercy, Bras Marie e Grenelle –, dove i parigini possono ora cercare refrigerio dall’ondata di calore che sta stringendo la città in una morsa afosa.
Non mancano, però, le ombre del passato. Le polemiche dello scorso anno, legate alle condizioni delle acque durante le Olimpiadi, avevano sollevato interrogativi sulla reale efficacia dei piani di depurazione. Allora, i livelli batterici avevano costretto a rivedere il programma delle gare, suscitando imbarazzo tra gli organizzatori. Oggi, i dati parlano chiaro: i parametri sono rientrati nei limiti, anche grazie a interventi infrastrutturali mirati e a un sistema fognario potenziato.
La riapertura segna un punto di svolta per una capitale che, negli ultimi decenni, ha visto la Senna trasformarsi in un simbolo di degrado ambientale. Se un tempo le sue sponde erano meta di bagnanti e lavandaie, il progressivo inquinamento ne aveva vietato qualsiasi uso ricreativo, relegandola a mero sfondo turistico. Ora, con Trump di nuovo alla Casa Bianca e l’attenzione globale sulle questioni climatiche, Parigi sembra voler lanciare un segnale: la riconquista del fiume non è solo una vittoria ecologica, ma un atto politico.




