La piena la coglie in doccia, donna salvata col verricello
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Redazione Interno
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Venerdì mattina, a Campomigliaio, frazione di Scarperia e San Piero nel Mugello, il torrente Carza ha rotto gli argini, riversandosi con violenza inaudita tra le case. L’acqua, salita rapidamente, ha trascinato via auto e invaso gli edifici, costringendo gli abitanti a una fuga precipitosa. Tra le testimonianze più drammatiche, quella di una donna sorpresa dalla piena mentre era in doccia. "Eravamo a controllare il piano terra delle case quando abbiamo sentito gridare aiuto", ha raccontato uno dei due agenti della polizia municipale dell’Unione dei Comuni del Mugello, intervenuti per il salvataggio. La donna, bloccata in casa dall’acqua che aveva già superato il metro di altezza, è stata tratta in salvo con un verricello, in un’operazione resa difficile dalla corrente impetuosa e dal fango che rendeva quasi impraticabili le strade.
Il torrente Carza, esondando, ha scardinato porte e finestre, lasciando dietro di sé una scia di distruzione. In molte abitazioni, il fango ha raggiunto il metro di altezza, costringendo i residenti a buttare via mobili, elettrodomestici e suppellettili. A Campomigliaio, come in altre località del Mugello, la situazione è stata aggravata dalla velocità con cui l’acqua è salita, lasciando poco tempo per mettere in salvo beni e persone. Nonostante ciò, la risposta dei sanpierini è stata immediata: molti si sono rimboccati le maniche per aiutare nei soccorsi, dimostrando una solidarietà che ha attenuato, almeno in parte, il senso di smarrimento.
A Vicchio, un’altra zona colpita duramente dall’alluvione, oltre 200 volontari sono stati impegnati nelle operazioni di pulizia e soccorso. Il gruppo Obbiettivo Comune, formato da consiglieri locali, ha coordinato gli interventi, raccogliendo segnalazioni e organizzando sopralluoghi nelle aree più danneggiate. La collaborazione tra istituzioni e cittadini è stata fondamentale per far fronte a un’emergenza che ha riportato alla memoria l’alluvione del 1966, evento ancora vivido nella memoria collettiva della regione.
Le scuole non sono state risparmiate. Alla materna Lewis Carroll di Rufina, il fango si è insinuato ovunque, ricoprendo banchi, mobili e pavimenti. Nonostante l’arrivo di maestre da altri istituti per aiutare nelle operazioni di pulizia, rimuovere quella melma untuosa si è rivelato un’impresa quasi impossibile. Gran parte del mobilio, acquistato solo l’anno scorso, dovrà essere sostituito. Nella palestra adiacente, intanto, l’acqua stagnante è stata aspirata con idrovore, ma i danni sono ingenti e il lavoro di ripristino richiederà tempo.




