Alluvione in Mugello, il torrente Carza travolge Campomigliaio
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Redazione Interno
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A Campomigliaio, frazione di Scarperia e San Piero, il torrente Carza ha rotto gli argini con una violenza inaudita, invadendo le case e trascinando con sé detriti, fango e paura. L’acqua, che ha raggiunto in alcuni punti il metro di altezza, ha scardinato porte e finestre, lasciando dietro di sé un paesaggio di devastazione. Chi si è trovato a dover fronteggiare l’inondazione ha raccontato di aver perso tutto, costretto a gettare via mobili, elettrodomestici e oggetti personali, ormai irrimediabilmente compromessi dal fango. Nonostante il dramma, molti abitanti di San Piero si sono rimboccati le maniche, unendosi ai soccorsi per aiutare chi è stato colpito più duramente.
A Vicchio, intanto, oltre 200 volontari sono scesi in campo per spalare fango, ripulire strade e offrire supporto ai cittadini. Il gruppo Obbiettivo Comune, in particolare, si è distinto per l’organizzazione degli interventi, coordinando sopralluoghi e raccogliendo segnalazioni dalle zone più critiche. Un’ondata di solidarietà che ha cercato di contrastare l’angoscia e la rabbia di chi, dopo l’alluvione, si è ritrovato a fare i conti con danni ingenti e ricordi dolorosi.
«Mai vista una pioggia così in 40 anni», ha raccontato un abitante di San Piero a Sieve, descrivendo la furia dell’acqua che, caduta a dirotto, ha trasformato le strade in fiumi in piena. La Sieve, uno dei principali corsi d’acqua della zona, è esondata insieme ad altri torrenti, trascinando a valle detriti e fango che hanno invaso negozi, abitazioni e attività commerciali. Il clima, nei giorni successivi all’evento, è stato di smarrimento, con i residenti che si scambiavano impressioni e ricordi di quei momenti, paragonando l’alluvione a quella del 1966, ancora vivida nella memoria collettiva.
Anche le scuole non sono state risparmiate. Alla materna Lewis Carroll di Rufina, il fango si è insinuato ovunque, ricoprendo banchi, mobili e suppellettili. Nonostante l’arrivo di un “esercito” di maestre provenienti da altri istituti, ripulire le aule si è rivelato un’impresa quasi impossibile, con quella melma che sembrava ricrescere nonostante gli sforzi. Gran parte del mobilio, acquistato solo l’anno scorso, dovrà essere sostituito, mentre la palestra adiacente è ancora allagata, con le idrovore al lavoro per rimuovere l’acqua stagnante.




