La Figc lancia 'Ad Alta Voce' per la salute mentale, mentre la Roma riaccende i riflettori

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Nella Giornata Mondiale della Salute Mentale, la Federazione Italiana Giuoco Calcio ha deciso di scendere in campo con un’iniziativa che va oltre il rettangolo di gioco, lanciando la campagna ‘Ad Alta Voce’, la quale mira a rompere quel silenzio che troppo spesso avvolge le fragilità psicologiche. Un progetto, questo, che si avvale della collaborazione della Divisione Calcio Paralimpico e Sperimentale e dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, e che affida la propria risonanza a dieci calciatori delle Nazionali maggiori, i quali prestano la propria immagine per dare corpo a pensieri e riflessioni nati direttamente dall’esperienza degli atleti paralimpici e dei giovani pazienti del nosocomio romano. Si tratta, in sostanza, di un coro che si alza unanime, un tentativo di utilizzare la popolarità del mondo del pallone per accendere un faro su una questione di stringente attualità sociale, dimostrando come lo sport, nelle sue diverse declinazioni, possa farsi veicolo di messaggi potenti e necessari.

Il coraggio di parlare, da Osaka a Phelps

Questo impegno federale si inserisce in un solco tracciato, a livello internazionale, da alcuni tra i più grandi campioni dello sport, i quali hanno avuto il coraggio di mettere a nudo le proprie difficoltà. «Michael Phelps mi ha detto che parlando a voce alta potrei aver salvato una vita», ha scritto in un articolo la tennista Naomi Osaka, ricordando le pesanti critiche che ricevette quando, per preservare il proprio benessere interiore, osò saltare alcune conferenze stampa durante il Roland Garros, una scelta che la portò poi al ritiro da quel torneo. Episodi del genere, che hanno scosso l’opinione pubblica, hanno contribuito a sdoganare un dibattito fino a pochi anni fa confinato in ambiti specialistici, mostrando come gli atleti, pur nella loro eccezionalità, condividano le medesime vulnerabilità di chiunque altro; una verità, questa, che il Comitato Olimpico Internazionale ha progressivamente fatto propria, intensificando i propri sforzi in materia di supporto psicologico.

L’impegno sul territorio della Roma

Parallelamente all’azione della Figc, anche il mondo delle società di club mostra una sensibilità crescente, come testimoniato dall’iniziativa dell’AS Roma che, in quella stessa giornata, ha voluto celebrare la ripresa degli allenamenti della sua squadra ‘For Special’, parte integrante della Cooperativa Sociale CassiAvass. L’evento, che si è tenuto presso l’impianto dell’ASD Centocelle alla presenza del Presidente del Municipio V, ha segnato l’avvio della stagione 2025/26 per una compagine che utilizza il calcio come strumento di inclusione e di crescita personale, sottolineando come l’attività sportiva, in contesti protetti e pensati, possa rappresentare un tassello fondamentale nel percorso di benessere di molti.

Una sensibilità in divenire

Quello che emerge, osservando il moltiplicarsi di simili progetti, è un cambiamento culturale tangibile nell’universo sportivo, il quale, pur mantenendo intatta la sua natura competitiva, sta imparando a fare i conti con la complessità della persona nella sua interezza. Se le parole di Osaka e Phelps hanno squarciato un velo a livello globale, le campagne federali e l’impegno quotidiano di società come la Roma stanno tentando di radicare questa consapevolezza nel tessuto sportivo nazionale, trasformando una giornata simbolica in un’occasione per riflettere su pratiche e approcci che, si spera, possano diventare strutturali. È un lavoro che richiede costanza, perché coinvolge aspetti profondi e delicati, ma che appare ormai irrinunciabile per uno sport che voglia definirsi veramente moderno e al servizio di chi lo pratica, a qualsiasi livello.

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