La nuova Champions League parte all'insegna delle sorprese, l'Italia riaccende i riflettori

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Mentre il calcio continentale si appresta a vivere una stagione profondamente mutata nel suo format più prestigioso, la Champions League 2025/2026 ha dato il via alla sua fase a campionato, la quale, com'è noto, culminerà nella finale del prossimo 30 maggio alla Puskas Arena di Budapest. Le prime sei gare della prima giornata, disputatesi martedì, hanno immediatamente offerto spunti di rilievo, a partire dalla vittoria esterna dell'Arsenal sul campo dell'Athletic Bilbao, ottenuta con un punteggio di 2-1, e dalla sconfitta a sorpresa del PSV Eindhoven, che ha ceduto in casa all'Union Saint Gilloise per 1-0.

Il torneo, che vede coinvolte quattro formazioni italiane – Napoli, Inter, Atalanta e Juventus –, si presenta come un banco di prova cruciale per il nostro calcio, il quale, è bene ricordarlo, non solleva il trofeo dalle grandi orecchie da ormai tre lustri, ovvero dal 22 maggio 2010. Da allora, soltanto Juventus e Inter hanno raggiunto la finale, collezionando insieme quattro sconfitte che hanno contribuito a creare un senso di frustrazione diffuso, alimentando la percezione di un divario tecnico e tattico ancora difficile da colmare in una competizione divenuta ancor più esigente.

Proprio l’introduzione del nuovo formato, voluto dall’UEFA e operativo dalla scorsa stagione, rappresenta la vera rivoluzione in atto: aboliti i tradizionali gironi, sono ora 36 i club che si affrontano in un unico grande tabellone, dove ciascuna squadra è chiamata a disputare otto incontri, contro avversari selezionati attraverso un complesso sistema di sorteggio basato sul ranking. Questo cambiamento epocale, che mira ad aumentare il numero di sfide di alto profilo fin dalle fasi iniziali, costringe tutti i partecipanti a un immediato adattamento sotto il profilo atletico e strategico.

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