Tragedia sul lavoro a Catanzaro, tre ipotesi per la morte di Tonino Nisticò, l'imprenditore precipitato con il camion in una scarpata
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Redazione Interno
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Saranno l'autopsia disposta dalla Procura della Repubblica e i risultati dei rilievi scientifici, quelli eseguiti dai carabinieri della stazione di Gagliano con il supporto dei vigili del fuoco, a stabilire con certezza le cause della morte di Antonio Nisticò, l'imprenditore sessantunenne di Catanzaro deceduto mercoledì pomeriggio dopo essere precipitato con il suo automezzo in una scarpata. Il tragico incidente, che ha sconvolto la città, è avvenuto in via Barlaam da Seminara, una strada che si inerpica nella zona del quartiere Cavita, e al momento gli investigatori non escludono alcuna pista, lavorando su tre ipotesi principali. La prima riguarda un possibile malore improvviso che avrebbe potuto colpito Nisticò alla guida del suo mezzo pesante, un camion adibito al trasporto di materiale inerte per la sua ditta di movimento terra, facendogli così perdere il controllo del veicolo che, senza più una guida, avrebbe sfondato le barriere di protezione e si sarebbe inabissato nella vallata sottostante. La seconda ipotesi, invece, si concentra sulle condizioni del terreno e in particolare sull'argine della strada sterrata, che avrebbe potuto cedere sotto il peso del camion, specialmente se il carico di materiale che trasportava fosse risultato eccessivo. Non è un caso, infatti, che gli inquirenti stiano valutando con attenzione anche il peso complessivo del carico, cercando di capire se un eventuale sovraccarico possa aver reso il mezzo instabile, specialmente su un fondo sconnesso e magari reso franoso dalle recenti piogge, contribuendo in maniera determinante allo sbandamento e alla successiva rovinosa caduta nel dirupo.
Le complesse operazioni di soccorso in una zona impervia e il recupero del
La dinamica dell'incidente, per quanto ancora avvolta nel mistero, ha richiesto un intervento di soccorso estremamente complesso e delicato a causa della conformazione del territorio. Il camion, dopo aver sfondato il guardrail, ha percorso un volo di diverse centinaia di metri, precipitando in una scarpata profonda e impervia, finendo la sua corsa contro uno sperone roccioso che, secondo una prima ricostruzione, avrebbe provocato lo schiacciamento della cabina di guida. Sul posto, allertati immediatamente dopo la scomparsa del mezzo dalla sede stradale, sono accorse le squadre dei vigili del fuoco del Comando provinciale di Catanzaro, che hanno dovuto affrontare notevoli difficoltà operative. Visto l'ambiente impervio e l'impossibilità di raggiungere il relitto via terra con i mezzi tradizionali, è stato necessario richiedere l'intervento dell'elicottero Drago VF68 del Reparto Volo di Lamezia Terme. I soccorritori, specialisti del nucleo Speleo Alpino Fluviale (SAF), si sono calati dall'alto con tecniche di elisoccorso, riuscendo a localizzare la piccola sagoma bianca del camion, visibile a stento e solo da un punto specifico della strada, e a raggiungere l'abitacolo dove purtroppo l'imprenditore era già senza vita.
Il dolore dei familiari e i ritorni silenziosi sul luogo della tragedia
Nella mattinata successiva al dramma, alcuni familiari della vittima, insieme ad altre persone a lui vicine, sono tornati silenziosamente su quel tratto di strada da cui, con grande difficoltà, si scorge il punto in cui il mezzo si è fermato per sempre. Un ritorno carico di dolore e di sgomento, compiuto per osservare da lontano quel luogo che è diventato teatro di una tragedia inaspettata, e forse per cercare un contatto, seppur visivo, con l'ultimo luogo terreno in cui Tonino Nisticò, professionista molto conosciuto e stimato nel settore dell'edilizia e del movimento terra, ha vissuto gli istanti precedenti alla sua tragica fine. La strada sterrata, ora presidiata idealmente dal ricordo, è stata percorsa a piedi da qualcuno di loro, in un tentativo estremo e commovente di ripercorrere, a ritroso, gli ultimi metri di quella corsa fatale, prima che il camion si inabissasse nella vegetazione della vallata del Corace.
L'indagine della Procura e i prossimi accertamenti tecnici
La Procura della Repubblica di Catanzaro ha aperto un fascicolo per fare piena luce sull'accaduto, e i magistrati hanno già disposto l'esame autoptico sul dell'imprenditore, che sarà eseguito nei prossimi giorni. Questo esame sarà fondamentale non solo per stabilire con precisione le cause del decesso, ma anche per verificare l'eventuale presenza di segni di un malore improvviso, come un infarto o un malessere, che potrebbe aver preceduto la perdita di controllo del mezzo. Parallelamente, i carabinieri, sotto il coordinamento della Procura, stanno raccogliendo tutti gli elementi utili a ricostruire la dinamica, acquisendo eventuali testimonianze e analizzando nel dettaglio le condizioni del manto stradale e delle barriere di protezione, che hanno ceduto all'impatto. Fondamentali saranno anche i risultati dei rilievi scientifici effettuati sul mezzo pesante, che dovranno chiarire se vi siano stati dei malfunzionamenti meccanici o se, come ipotizzato, l'eccessivo carico di materiale inerte possa aver giocato un ruolo cruciale nello sbandamento del camion su quella strada, consegnando alla cronaca l'ennesima tragedia sul lavoro.




