Macron arruola pochi soldati, mentre Tesla premia Musk e Milano protesta. E a cena, sushi con le mani

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Mentre il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, si insedia nuovamente alla Casa Bianca, l’Europa, seppur divisa al suo interno, si interroga sulle proprie strategie di difesa. Emmanuel Macron, che aveva lanciato un appello per una maggiore presenza militare occidentale in Ucraina, si scontra con una realtà fatta di esitazioni e scarso supporto concreto da parte degli alleati della Nato. L’unico scenario percorribile, in mancanza di un’adesione massiccia, sembra essere quello di un intervento basato sul modello dell’articolo 5, che prevede una risposta collettiva solo in caso di attacco a un membro dell’Alleanza. Una situazione complessa, che vede i Volenterosi – così sono stati definiti i pochi paesi disponibili a discutere l’invio di truppe – in seria difficoltà nel convincere i partner e, al contempo, nel dimostrare a Mosca una credibile forza deterrente.

Oltreoceano, il consiglio di amministrazione di Tesla ha approvato un piano di compenso senza precedenti per il suo amministratore delegato, Elon Musk. L’accordo, che potrebbe valere fino a mille miliardi di dollari, è vincolato al raggiungimento di obiettivi stratosferici di valutazione di mercato e performance operativa nel corso dei prossimi dieci anni. Una mossa che, al di là dei numeri da capogiro, segna un punto di non ritorno nel rapporto tra finanza e industria, premiando non solo i risultati ma anche la visione di lungo periodo di un imprenditore che continua a dividere l’opinione pubblica.

In Italia, l’attenzione si sposta su Milano, dove una manifestazione ha portato in piazza centri sociali ed esponenti del Partito Democratico in netto contrasto con il sindaco Giuseppe Sala. I contestatori, che si definiscono “orfanelli del Leoncavallo”, lo accusano di essere in combutta con i “palazzinari bastardi” e di tradire i principi di una certa idea di urbanistica partecipata. La protesta, nata per difendere lo storico spazio occupato, evidenzia le tensioni di una città in bilico tra riqualificazione e speculazione, tra memoria collettiva e nuovi modelli di sviluppo.

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