Pestaggio mortale a Sangineto, i fermati sono due fratelli residenti in Lussemburgo. Domani l'autopsia.
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Redazione Interno
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Sono due fratelli originari di Belvedere Marittimo, ma residenti in Lussemburgo, i presunti autori del pestaggio che nella notte tra l'8 e il 9 agosto 2026 ha portato alla morte di Antonio Perrotta, un operaio di 34 anni di Fuscaldo. Si tratta di Domenico e Umberto Orsino, rispettivamente di 22 e 24 anni, rientrati in Calabria per le vacanze estive e ora sottoposti a fermo per omicidio aggravato dai futili motivi, su disposizione della Procura della Repubblica di Paola, diretta dal procuratore Domenico Fiordalisi.
L'episodio è avvenuto all'esterno della discoteca "Il Castello" di Sangineto, in provincia di Cosenza, dove una lite scaturita da un biglietto d'ingresso non pagato, verosimilmente da parte di uno dei due indagati, sarebbe degenerata in un'aggressione brutale che ha procurato all'uomo ferite giudicate incompatibili con la vita.
Il movente e il ruolo della vittima
Secondo quanto ricostruito fino a questo momento dagli inquirenti, l'alterco sarebbe scoppiato quando Antonio Perrotta, che si trovava all'interno del locale, avrebbe contestato a uno dei due fratelli il mancato pagamento del biglietto per entrare in discoteca.
Tuttavia, un elemento di mistero permane ancora sulla figura del 34enne in quella circostanza: la proprietà della discoteca ha infatti dichiarato che Perrotta non faceva parte del personale dell'esercizio, né come addetto alla sicurezza né come dipendente, lasciando così aperte diverse ipotesi sul motivo per cui il giovane operaio si fosse sentito in diritto di chiedere il corrispettivo dell'ingresso.
Quella che inizialmente poteva apparire una semplice discussione tra avventori si è invece trasformata in pochi istanti in un'aggressione fisica, con il 34enne colpito ripetutamente anche con un casco, e il tutto si è concluso in un'area esterna al locale, dove Antonio Perrotta è stato abbandonato dopo essere stato ridotto in fin di vita.
Le prove e gli sviluppi giudiziari
Il quadro indiziario che ha portato al fermo dei due fratelli Orsino si basa su elementi ritenuti decisivi dagli investigatori della Procura di Paola. In primo luogo, le immagini dei sistemi di videosorveglianza, sia interni che esterni alla discoteca, avrebbero immortalato la dinamica del litigio e delle successive fasi dell'aggressione, fornendo un riscontro visivo chiaro della presenza e del coinvolgimento dei due sospettati.
A rafforzare la posizione degli indagati, contribuiscono le analisi effettuate sugli abiti che indossavano nella notte del fatto, sui quali sarebbero state rinvenute macchie di sangue compatibili con il profilo genetico della vittima. Questi particolari emergono dal decreto di fermo emesso dall'autorità giudiziaria, che ha contestato ai due il reato di omicidio aggravato, ravvisando nella circostanza scatenante il movente futile, ossia un pretesto assolutamente sproporzionato rispetto alla violenza scatenata.
L'autopsia e le prossime fasi processuali
Sarà eseguita domani, giovedì 13 agosto, presso l'ospedale di Cosenza, l'autopsia sul corpo di Antonio Perrotta, come disposto dal procuratore capo Domenico Fiordalisi, che ha conferito l'incarico all'équipe della medicina legale dell'azienda ospedaliera universitaria di Catanzaro. L'esame autoptico si rende necessario per determinare con esattezza le cause del decesso e per fornire un quadro completo delle lesioni riportate dal 34enne, elementi che saranno cruciali per l'eventuale formulazione di capi d'imputazione più specifici in sede processuale.
Nel frattempo, gli uffici giudiziari sono in attesa che venga fissata la data dell'udienza di convalida del fermo, nella quale il giudice dovrà esprimersi sulla legittimità della misura cautelare adottata nei confronti dei due fratelli, che al momento restano a disposizione della magistratura mentre prosegue l'attività di indagine per ricostruire ogni tassello di una vicenda che ha sconvolto la comunità della fascia tirrenica cosentina.
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