Pestaggio a Sangineto, l'autopsia sul 34enne Antonio Perrotta: vasto trauma cranico. Udienza per i due fratelli indagati

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Si attendono ancora i risultati definitivi degli esami istologici per comprendere appieno la dinamica e la reale portata delle lesioni che hanno portato alla morte di Antonio Perrotta, il trentaquattrenne addetto alla sicurezza deceduto dopo il violento pestaggio avvenuto all'esterno della discoteca "Il Castello" a Sangineto, in provincia di Cosenza.

L'autopsia, eseguita questa mattina all'ospedale di Cosenza dall'equipe della medicina legale dell'azienda ospedaliera universitaria di Catanzaro su disposizione della Procura di Paola, ha però già fatto emergere un dato di assoluta rilevanza: la presenza di un vasto trauma cranico. Gli accertamenti, coordinati dal magistrato, sono attualmente in una fase delicata e gli ulteriori esami sui tessuti si rendono necessari per determinare con esattezza la correlazione tra le percosse subite e il tragico epilogo che ha sconvolto la notte tra sabato e domenica scorsi.

L'autopsia e il trauma cranico

L'esame autoptico, condotto dai medici legali del capoluogo calabrese, rappresenta un passaggio cruciale per fare chiarezza sulle cause del decesso del giovane. Secondo le prime indiscrezioni filtrate dagli ambienti giudiziari, il trauma cranico emerso sarebbe di notevole entità, tanto da giustificare, almeno in via preliminare, l'ipotesi che il decesso sia stato causato direttamente dalla violenza dell'aggressione subita.

Tuttavia, gli inquirenti procedono con la massima prudenza, in attesa che gli esami istologici e tossicologici forniscano un quadro completo e dettagliato della situazione clinica del 34enne al momento dell'impatto violento. La Procura di Paola, che ha aperto un fascicolo per omicidio, sta seguendo con particolare attenzione l'evolversi delle analisi, consapevole che solo un quadro scientifico inoppugnabile potrà fornire le certezze necessarie per il prosieguo delle indagini e l'eventuale formulazione di capi d'imputazione più precisi nei confronti dei responsabili.

L'udienza di convalida del fermo

In parallelo con le indagini scientifiche, si è svolta questa mattina al Tribunale di Paola l'udienza di convalida del fermo nei confronti dei due fratelli, rispettivamente di 22 e 24 anni, ritenuti al momento i principali indagati per la morte di Antonio Perrotta. I due giovani, originari di Belvedere Marittimo ma residenti in Lussemburgo, sono stati fermati dai carabinieri e dalla polizia nei giorni scorsi e sono comparsi davanti al giudice per le indagini preliminari assistiti dall'avvocato di fiducia Alessandro Gaeta.

Durante l'interrogatorio, le loro posizioni processuali si sono differenziate in modo sostanziale: mentre uno dei due ha risposto alle domande del gip, l'altro ha invece scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere, mantenendo il silenzio sugli eventi che hanno caratterizzato la notte dell'aggressione. Al termine dell'udienza, il giudice si è riservato di decidere sulla richiesta di convalida del fermo, un passaggio formale ma determinante che stabilirà se sussistano o meno i gravi indizi di colpevolezza e il pericolo di fuga per giustificare la misura cautelare in carcere.

La dinamica dell'aggressione e le indagini

Secondo quanto ricostruito finora dagli investigatori, il pestaggio è avvenuto nella notte tra sabato e domenica all'esterno della nota discoteca "Il Castello" di Sangineto, una località del litorale tirrenico cosentino molto frequentata durante la stagione estiva. Antonio Perrotta, che lavorava come addetto alla sicurezza della struttura, sarebbe stato aggredito con una violenza inaudita nel corso di una lite, probabilmente scoppiata per motivi ancora in fase di accertamento da parte degli inquirenti.

Il personale del 118, giunto sul posto dopo la segnalazione, aveva subito trasportato il giovane in ospedale, ma le sue condizioni sono apparse fin da subito critiche e purtroppo non ha retto all'urto delle lesioni riportate. La scientifica ha effettuato i rilievi sulla scena del crimine per raccogliere eventuali tracce biologiche, impronte o elementi utili a ricostruire con esattezza la sequenza dei fatti, mentre gli investigatori stanno ascoltando in queste ore numerosi testimoni che si trovavano all'interno e all'esterno del locale nelle ore precedenti e successive alla rissa.

Il quadro giudiziario e gli sviluppi

L'inchiesta della Procura di Paola, coordinata dal sostituto procuratore titolare del fascicolo, si sta quindi sviluppando su un doppio binario: da un lato quello scientifico, rappresentato dall'autopsia e dagli esami istologici ancora in corso; dall'altro quello investigativo, che vede impegnati i carabinieri della Compagnia di Scalea e la polizia di Stato per ricostruire il contesto dell'aggressione e il movente, ancora da chiarire.

La decisione del gip sulla convalida del fermo dei due fratelli è attesa nelle prossime ore, così come i risultati definitivi delle analisi di laboratorio che potrebbero arrivare nei prossimi giorni. Il drammatico evento ha scosso profondamente la comunità locale, riaccendendo i riflettori sul fenomeno della violenza notturna nei luoghi di intrattenimento e sollevando interrogativi sulla sicurezza all'esterno dei locali pubblici.

Al momento, però, gli inquirenti mantengono il massimo riserbo sui contenuti specifici delle dichiarazioni rese dai due indagati e sui particolari emersi dalla visione delle eventuali telecamere di sorveglianza presenti nella zona, preferendo concentrare le energie sulle evidenze scientifiche e sulle testimonianze raccolte per arrivare a una ricostruzione oggettiva e inoppugnabile dei fatti.

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