Omicidio di Antonio Perrotta a Sangineto, resta in carcere uno dei fratelli

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Resta in carcere Domenico Orsino, uno dei due fratelli fermati per l’omicidio di Antonio Perrotta, il trentaquattrenne morto dopo un pestaggio all’esterno di una discoteca di Sangineto. La decisione è arrivata dal gip del Tribunale di Paola, in provincia di Cosenza, al termine dell’udienza di convalida del fermo. Per il giovane di 22 anni l’ipotesi di reato contestata è stata modificata in omicidio preterintenzionale, mentre il fratello maggiore Umberto Orsino è stato rimesso in libertà.

La decisione del gip sulla posizione dei due fratelli Orsino

La giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Paola, Maria Grazia Elia, ha disposto misure diverse per i due fratelli coinvolti nell’inchiesta sulla morte di Antonio Perrotta. Domenico Orsino resta detenuto dopo il provvedimento seguito all’udienza di convalida, mentre Umberto Orsino ha lasciato il carcere. Il giudice non ha convalidato il fermo per entrambi i fratelli, ma la posizione processuale dei due è stata valutata in modo differente.

Antonio Perrotta, 34 anni, era un addetto alla sicurezza ed è deceduto dopo l’aggressione avvenuta nella notte tra l’8 e il 9 agosto all’esterno di una discoteca di Sangineto, nel Cosentino. Il pestaggio che ha preceduto la morte del giovane è al centro degli accertamenti dell’inchiesta, che ha portato al fermo dei due fratelli nei giorni scorsi.

L’autopsia e gli accertamenti sulla morte di Antonio Perrotta

L’inchiesta sulla morte di Antonio Perrotta prosegue dopo il decesso avvenuto in seguito al pestaggio. Gli accertamenti comprendono anche l’autopsia sul corpo del trentaquattrenne, elemento indicato tra i passaggi dell’indagine per ricostruire quanto accaduto nella notte dell’aggressione. La vicenda riguarda la morte dell’addetto alla sicurezza dopo l’intervento all’esterno del locale di Sangineto.

Nel procedimento sono stati ascoltati anche i due fratelli Orsino durante gli interrogatori previsti nell’ambito dell’indagine. La posizione di Domenico Orsino è rimasta quella più grave con la permanenza in carcere e la contestazione di omicidio preterintenzionale, mentre per Umberto Orsino il gip ha disposto la scarcerazione.

La raccolta fondi per la famiglia di Antonio Perrotta

La morte di Antonio Perrotta ha portato anche all’avvio di una raccolta fondi destinata alla sua famiglia. L’iniziativa è collegata alla vicenda del trentaquattrenne deceduto dopo il pestaggio avvenuto fuori da una discoteca di Sangineto. La raccolta rappresenta un ulteriore elemento emerso dopo il fatto di cronaca che ha coinvolto i due fratelli fermati nell’ambito dell’inchiesta.

Il procedimento giudiziario resta concentrato sulla ricostruzione dell’aggressione e sulle responsabilità legate alla morte di Antonio Perrotta. La decisione del gip ha stabilito quindi una differenza tra le posizioni dei due fratelli: Domenico Orsino rimane in carcere con l’accusa di omicidio preterintenzionale, mentre Umberto Orsino è tornato in libertà.

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