Cortei pro Palestina in tutta Italia, il 7 ottobre definito "giornata di Resistenza"

Cortei pro Palestina in tutta Italia, il 7 ottobre definitogiornata di Resistenza"
Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo
INTERNO Preferisci Informazione.News su Google

Redazione Interno Redazione Interno   -   Una mobilitazione diffusa, da nord a sud, con richieste comuni e una parola d'ordine che torna con insistenza: la fine del genocidio a Gaza e lo stop a ogni forma di complicità con Israele. Nella giornata di ieri, sabato 10 ottobre, diverse città italiane hanno ospitato cortei e presidi nell'ambito della mobilitazione nazionale "La fine del genocidio è la fine del sionismo", convocata dalle organizzazioni palestinesi in occasione dell'anniversario dell'attacco del 7 ottobre 2023.

Saronno, un fiume colorato attraversa il centro

A Saronno il corteo è partito in mattinata da piazza San Francesco, davanti alla chiesa, con bandiere palestinesi, striscioni arcobaleno e un grande telo composto da riquadri colorati con disegni e messaggi di pace. La manifestazione, organizzata dalla Rete Palestina Anima Mundi insieme al coordinamento "4 Passi di Pace", ha richiamato attivisti locali e cittadini arrivati dai comuni vicini, da Uboldo a Castellanza fino a Vanzago.

Prima della partenza è stata recitata la preghiera di San Francesco, seguita da una riflessione dedicata alla Giornata mondiale della salute mentale, che ricorre proprio il 10 ottobre, con un accento sulle conseguenze psicologiche della guerra sulle popolazioni coinvolte. Il percorso ha toccato via Diaz, via Monti, via San Giuseppe e viale Rimembranze, fino a piazza Avis. Lungo il tragitto si sono alternati cori in italiano e in inglese, insieme a "Bella ciao".

Tre le richieste principali indicate dagli organizzatori: il rispetto del diritto internazionale, l'introduzione di sanzioni e di un embargo contro Israele, e la tutela della libertà di esprimere il proprio dissenso.

Pisa, corteo pacifico e boicottaggio

Qualche centinaio di persone ha sfilato nel pomeriggio a Pisa per chiedere la fine della guerra a Gaza e rilanciare il boicottaggio di Israele. Il corteo è partito da piazza XX Settembre, ha attraversato corso Italia fino a piazza Vittorio Emanuele, dove ha invertito la marcia, ed è tornato sui lungarni fino alla prefettura. La manifestazione si è svolta pacificamente, senza incidenti.

Promossa dal Coordinamento per il boicottaggio di Israele di Pisa insieme ad altre sigle, l'iniziativa ha visto la presenza di rappresentanti della comunità palestinese e dell'imam di Pisa, Muhammad Khalil, insieme a Usb, Potere al Popolo, Pisa per la Palestina, Cristiani per la pace e altre realtà cittadine. Durante il passaggio lungo corso Italia, le forze dell'ordine hanno presidiato alcune attività commerciali considerate possibili obiettivi di contestazione.

"È in capo a noi continuare la lotta antimperialista al fianco del popolo palestinese e della sua Resistenza", hanno dichiarato gli organizzatori dal corteo.

Milano, in centinaia da piazza della Repubblica

A Milano il corteo è partito da piazza della Repubblica con in testa uno striscione che recitava "From the river to the sea Palestine will be free. Contro il genocidio, la guerra, il sionismo e ogni complicità. Palestina libera dal fiume fino al mare". In piazza erano presenti bandiere di Alleanza Verdi Sinistra, Potere al Popolo e Rifondazione comunista, insieme ad Al Cobas, Carc, Amnesty International, Cambiare Rotta e Unione degli Universitari.

La manifestazione, promossa dai Giovani Palestinesi di Milano, ha visto la partecipazione di centinaia di persone che hanno attraversato il centro cittadino fino a piazza San Babila, mentre alcuni manifestanti hanno raggiunto piazza Duomo per il presidio quotidiano a sostegno della Palestina. Tra i cartelli esposti anche uno con la frase "7 ottobre come il 25 aprile. Fasci e sionisti appesi". "Dopo tre anni di genocidio a Gaza, il popolo palestinese continua a subire massacri.

Nonostante il calo dell'attenzione mediatica e le narrazioni di pacificazione, l'oppressione non si è fermata", hanno affermato gli organizzatori.

Torino, Roma e le altre piazze

A Torino il corteo regionale promosso dal coordinamento Torino per Gaza ha visto la partecipazione di oltre quattromila persone, con l'adesione di più di sessanta realtà tra movimenti, collettivi, forze politiche e sigle sindacali. In testa alla manifestazione uno striscione con la scritta "La fine del genocidio è la fine del sionismo. A 3 anni dal 7 ottobre". A Roma la mobilitazione nazionale "La fine del genocidio" è partita dal Colosseo nel pomeriggio, con arrivo previsto a piazzale Aldo Moro davanti all'università La Sapienza.

Tra le richieste dei promotori, la fine immediata del genocidio, lo sblocco degli aiuti a Gaza e il ritiro dell'esercito di occupazione. All'appello hanno risposto più di cinquanta piazze in tutta Italia, da Napoli a Bologna, da Palermo a Firenze.

La polemica sul 7 ottobre e le accuse di apologia

A margine delle manifestazioni, è tornata con forza la polemica sulle definizioni date all'attacco del 7 ottobre 2023. Durante un'iniziativa in ambito universitario a Bologna, il portavoce dei Giovani Palestinesi ha sostenuto che bisognerebbe discutere cosa si intenda per "civili" in uno Stato definito "fascista" come Israele.

Secondo l'Ugei, l'Unione Giovani Ebrei d'Italia, definire il massacro del 7 ottobre un'operazione di resistenza, paragonarlo alla lotta partigiana italiana e mettere in discussione la natura civile delle vittime significa legittimare e glorificare la violenza terroristica. In alcune manifestazioni di ieri sono comparsi striscioni che definivano il 7 ottobre "una giornata di Resistenza".

Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.