Torino, tensioni al corteo pro Gaza: spinte e manganellate in piazza Castello

Torino, tensioni al corteo pro Gaza: spinte e manganellate in piazza Castello
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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il 10 ottobre in diverse città italiane si sono tenute manifestazioni di solidarietà nei confronti della popolazione di Gaza, colpita dagli attacchi israeliani. A Torino ci sono state tensioni con la polizia prima della partenza di un corteo che, secondo gli organizzatori, ha coinvolto 10 mila persone.

La testa del corteo regionale pro Palestina, partita poco dopo le 14.30 da viale I Maggio accanto ai Giardini Reali, si è avvicinata immediatamente al cordone di forze dell'ordine in piazza Castello, con spinte, pugni e calci.

È stata prima respinta con qualche manganellata, poi la tensione è stata smorzata facendo parzialmente entrare in piazza quasi un migliaio di manifestanti, sotto i portici non distanti dal Teatro Regio. Piazza Castello era il luogo in cui l'organizzazione del corteo, il coordinamento Torino per Gaza, aveva dato appuntamento, mentre la Questura aveva indicato come partenza il viale che scende verso i Giardini Reali, appena dietro la piazza.

La mobilitazione nazionale

Da Torino a Milano, da Roma a Napoli, i cortei hanno sfilato pacificamente, con momenti di tensione con le forze dell'ordine che si sono registrati a Torino. In migliaia sono scesi in piazza in oltre cinquanta città italiane per manifestare in favore della Palestina e per chiedere "la fine del genocidio".

La mobilitazione nazionale è promossa da diverse organizzazioni tra cui Studenti Palestinesi in Italia, l'Unione democratica Arabo-Palestinese, l'Associazione dei Palestinesi in Italia e i Giovani Palestinesi, con la partecipazione di collettivi studenteschi, sindacati e associazioni.

Bologna, corteo composito e bandiere palestinesi

A Bologna sono alcune migliaia gli attivisti che da piazza Nettuno sono partiti in corteo verso via Rizzoli e strada Maggiore. Nella piazza si sono riunite tre manifestazioni: quella indetta dai Giovani palestinesi "contro il sionismo", il Rivolta pride partito da piazza Mascarella contro le aggressioni omofobe registrate nei giorni scorsi, e il corteo di Cambiare rotta contro i tagli alla scuola. Striscioni con slogan "Basta complicità con il genocidio", cartelli con la caricatura di Trump e Netanyahu e la scritta "Murderers", e tante bandiere della Palestina.

Intonando i cori "Intifada fino alla vittoria", "ci servono più aule e non più bombe" e "non ci arruoliamo", i collettivi hanno attraversato il centro.

Roma, Milano e Napoli

A Roma il corteo è partito dal Colosseo per arrivare nell'area universitaria di piazzale Aldo Moro, con in testa uno striscione con la scritta "La fine del genocidio è la fine del sionismo". A Milano il corteo è sfilato da piazza Repubblica a piazza San Babiia, con numerosi cartelli contro il sionismo equiparato al fascismo. A Napoli ha partecipato anche l'attivista svedese Greta Thunberg, che ha raggiunto i manifestanti nell'area intorno alla stazione ferroviaria.

Lo sciopero generale del 30 ottobre

La mobilitazione prosegue: a Roma è annunciato uno sciopero generale per il 30 ottobre, proclamato da Usi Cit per l'intera giornata. Riguarderà tutte le categorie, scuola compresa, ma con l'esclusione dei trasporti, ed è stato proclamato contro la guerra e le spese militari.

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