Roma, corteo pro-Palestina dal Colosseo alla Sapienza: striscioni e la richiesta di sanzioni contro Israele

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Un serpentone umano si è mosso sotto la pioggia battente nel cuore del centro storico capitolino, per poi risalire le arterie cittadine in direzione della cittadella universitaria. La rete delle organizzazioni palestinesi presenti in Italia è tornata a riempire le strade della Capitale con una mobilitazione nazionale ideata per chiedere l'immediata cessazione delle operazioni militari israeliane e denunciare la crisi umanitaria nella Striscia.

Il percorso dal Colosseo a piazzale Aldo Moro

Il concentramento era fissato al Colosseo, con partenza alle 15 e arrivo a piazzale Aldo Moro, davanti all'università La Sapienza, secondo il percorso stabilito da Roma Capitale.

La manifestazione, intitolata "La fine del genocidio", è stata promossa dai Movimenti Studenti Palestinesi, Giovani Palestinesi d'Italia, Associazione dei Palestinesi in Italia e Unione Democratica Arabo-Palestinese, con l'adesione di sigle sindacali, collettivi studenteschi e realtà politiche come la sezione giovanile del Movimento 5 Stelle, Potere al Popolo, il sindacato Usb e le organizzazioni Osa e Cambiare Rotta.

Il corteo ha attraversato largo Corrado Ricci, via Cavour, piazza dei Cinquecento e piazza dell'Indipendenza, fino a viale dell'Università e viale delle Scienze, con oltre trenta linee di bus deviate o fermate e la chiusura della fermata taxi di piazza Indipendenza.

Gli slogan e le richieste dei manifestanti

In testa al corteo è stato dispiegato uno striscione con la scritta "La fine del genocidio è la fine del sionismo", seguito da un secondo con la frase "7 ottobre giornata della Resistenza". Oltre a decine di bandiere palestinesi, tra i manifestanti sono state notate anche alcune bandiere di Hezbollah. "Oltre a Roma, ci sono più di 40 piazze in tutta Italia, da nord a sud. Con questo corteo vogliamo riaccendere i riflettori sulla Palestina, che ultimamente si sono spenti", ha spiegato Maya Issa del Movimento degli studenti palestinesi in Italia.

"Siamo qui per chiedere che Israele venga isolata e boicottata. Ci devono essere sanzioni, così come è stato fatto con oltre 20 pacchetti di sanzioni contro la Russia", ha aggiunto.

La mobilitazione in cinquanta piazze italiane

L'iniziativa capitolina si è inserita in una giornata di proteste che ha coinvolto oltre cinquanta città italiane, da Torino a Milano, da Bologna a Napoli, da Cagliari a Sassari. A Torino il corteo regionale promosso dal coordinamento Torino per Gaza ha visto la partecipazione di circa ottomila persone, con momenti di tensione quando la testa del corteo si è avvicinata al cordone delle forze dell'ordine in piazza Castello, con spinte e pugni respinti con qualche manganellata.

Al termine dell'evento sono stati dati alle fiamme due fantocci raffiguranti Donald Trump e Benjamin Netanyahu. A Napoli ha preso parte al corteo anche l'attivista svedese Greta Thunberg, che ha raggiunto i manifestanti nell'area intorno alla stazione ferroviaria. A Bologna circa cinquemila persone hanno sfilato dietro lo striscione "L'unica pace è la fine del sionismo", con cartelli raffiguranti la caricatura di Trump e Netanyahu e la scritta "Murderers".

Lo sciopero generale del 30 ottobre

Nel corso della manifestazione romana è stato annunciato uno sciopero generale per il 30 ottobre, indicato come nuova tappa della protesta. L'iniziativa si collega a un percorso di mobilitazione internazionale che coinvolge anche i porti, con adesioni che riguardano più continenti. I manifestanti hanno inoltre annunciato nuove proteste contro il disegno di legge sull'antisemitismo in vista del voto finale alla Camera, previsto entro la fine del mese, definendolo polemicamente "ddl salva sionismo".

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