Incendio sul Monte Faeta, il sindaco Pardini firma la nuova ordinanza per via del Monte

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La vasta offensiva delle fiamme che da giorni sta divorando i boschi del Monte Faeta, un rogo che si estende ormai per circa ottocento ettari tra le province di Lucca e Pisa, ha costretto le autorità a inasprire ulteriormente le misure di protezione civile. Il sindaco di Lucca, Mario Pardini, ha firmato oggi, primo maggio 2026, una nuova ordinanza contingibile e urgente destinata specificamente alla frazione di Santa Maria del Giudice. Il provvedimento, che arriva a poche ore di distanza dalle prime evacuazioni preventive, dispone l’immediato allontanamento di tutte le persone presenti negli edifici situati in via del Monte. L’obbligo, comunica la municipale, scatta dal civico 816 fino al termine naturale della carreggiata, un tratto di strada che, data la conformazione del territorio e la direzione delle folate, risulta essere il più esposto all’avanzata incontrollabile del fronte d’incendio.

La situazione, per chi vive sulle pendici del comprensorio pisano e lucchese, è diventata critica già dalle scorse ore: il numero complessivo degli sfollati ha superato quota tremila e cinquecento unità, una massa di residenti costretta ad abbandonare le proprie abitazioni sotto la spinta di un vento forte che non accenna a diminuire. Sul Monte Faeta, dove il fuoco ha già ridotto in cenere un patrimonio boschivo immenso, le operazioni di spegnimento procedono senza sosta grazie all’intervento combinato dei mezzi aerei. Dalle prime luci dell’alba, infatti, sono entrati in azione tre Canadair provenienti dalle basi di Ciampino e Genova, affiancati da elicotteri della flotta regionale dei vigili del fuoco; questi ultimi, coordinati dall’unità di crisi, tentano di rallentare la propagazione del fuoco verso le aree abitate, anche se la geografia accidentata del monte complica ogni manovra a terra.

L’emergenza si sposta su Santa Maria del Giudice e scatta l’allarme per le nuove colonne di fumo

Non si tratta, va detto, del primo ordine di sgombero firmato dal primo cittadino. Già nella giornata di ieri, un provvedimento precedente aveva coinvolto una decina di famiglie residenti nelle vie San Pantaleone e dei Marinari; tuttavia, la persistenza delle raffiche di grecale ha spinto le fiamme verso valle molto più velocemente del previsto, rendendo necessario estendere il perimetro di sicurezza. L’attuale ordinanza per via del Monte, proprio per questo, ha una valenza puramente precauzionale ma cogente: chiunque si trovi all’interno di quell’area, residente o semplice passante, è tenuto a lasciarla immediatamente. Il punto di raccolta e accoglienza temporaneo è stato allestito al campo sportivo di Santa Maria del Giudice, dove la protezione civile sta già distribuendo i primi generi di conforto.

Mentre i canadair rompono il cielo solcato dal fumo, sul campo si muove anche una macchina organizzativa che coinvolge decine di volontari. Le Misericordie della Toscana, in particolare, hanno attivato da subito la loro sala operativa, mettendo in campo squadre AIB provenienti da diverse confraternite per assistere i vigili del fuoco e il sistema regionale antincendi boschivi. Non solo spegnimento: il loro contributo, in una fase come questa, è determinante anche per la logistica. Nella notte, ad esempio, il coordinamento delle Misericordie pisane ha reperito otto ambulanze per trasferire i malati e gli allettati lontano dalle zone a rischio, mentre un’altra parte dell’organizzazione si è occupata di portare trecento brandine e altrettante coperte per gli sfollati. All’opera anche un modulo di ristoro, posizionato nei pressi di Asciano, per distribuire bevande calde e cibo a chi ha perso tutto in poche ore.

Ottocento ettari di verde divorati e una popolazione in fuga dal fuoco

Il bilancio dell’incendio, ad oggi, parla di circa ottocento ettari di bosco andati in fumo: una ferita profonda per l’ecosistema del Monte Faeta, il cui polmone verde è stato letteralmente falcidiato da una furia che non sembra volersi fermare. Il forte vento, alimentando le fiamme e spostando rapidamente i focolai, ha creato non poche difficoltà agli operatori a terra. Nella sola notte appena trascorsa, decine di squadre dei vigili del fuoco hanno lavorato ininterrottamente per blindare le strutture abitative, mentre i volontari del sistema antincendio boschivo cercavano di tracciare tagliafuori d’emergenza per arginare la corsa del rogo. Secondo le stime fornite dagli uffici tecnici, la superficie interessata ha ormai assunto proporzioni preoccupanti, con un perimetro che si snoda per oltre diciassette chilometri.

Sul versante pisano, la preoccupazione è massima per Asciano, una frazione del comune di San Giuliano Terme che è stata praticamente evacuata in blocco durante la notte. Le fiamme, spinte dalle folate notturne, si sono avvicinate pericolosamente alle prime case, obbligando i residenti a una fuga precipitosa. Per evitare intralci ai mezzi di soccorso e scongiurare il rischio che qualcuno tenti di rientrare a recuperare effetti personali, sono stati istituiti posti di blocco lungo la viabilità provinciale. Sul posto, oltre ai vigili del fuoco, stanno operando anche pattuglie dell’esercito, carabinieri e guardia di finanza, impegnati a presidiare il territorio e a garantire l’incolumità pubblica. A supporto delle operazioni di spegnimento, infine, si segnala l’arrivo di squadre specializzate dai vicini territori di Emilia Romagna e Liguria, un rinforzo richiesto per far fronte a un’emergenza che ha assunto ormai una dimensione interregionale.

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