Incendio nel Mugello, in fiamme i boschi di Vicchio: oltre quindici ettari distrutti

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Un vasto incendio boschivo ha devastato un'area impervia nel territorio del comune di Vicchio, in Mugello, interessando una superficie stimata tra i dieci e i quindici ettari tra le località di Villore, La Colla e Poggio al Tiglio.

Il rogo, divampato nella notte tra il 12 e il 13 luglio, ha richiesto un imponente dispositivo di spegnimento che ha visto operare a terra numerose squadre di operai forestali e volontari antincendio, supportate dall'aria da tre elicotteri della flotta regionale e da due Canadair, come confermato dalla Sala operativa della Protezione Civile della Città metropolitana di Firenze e da diverse testate giornalistiche locali.

Nonostante la vastità delle fiamme, non sono state coinvolte abitazioni o infrastrutture, un aspetto che ha permesso di concentrare tutte le risorse sulla difesa del patrimonio boschivo.

La segnalazione notturna e le operazioni di spegnimento

L'allarme è scattato intorno alle 23 quando una residente della frazione di Campigno ha notato un bagliore sospetto e ha contattato il numero unico di emergenza 112. La tempestività della segnalazione si è rivelata cruciale, poiché la zona interessata è di difficile accesso.

Per individuare con precisione il fronte del fuoco, la sala operativa dei vigili del fuoco di Firenze ha utilizzato un metodo innovativo: ha sfruttato le coordinate GPS e la bussola dello smartphone della donna per calcolare la direzione esatta del bagliore rispetto al nord, permettendo così di localizzare il rogo e di guidare sul posto la squadra del distaccamento di Borgo San Lorenzo.

I vigili del fuoco hanno raggiunto l'area prima con un fuoristrada e poi proseguendo a piedi lungo un sentiero impervio, trovandosi di fronte a un fronte di fiamme di circa 300-400 metri su un pendio particolarmente acclive.

Il contenimento e il bilancio delle aree percorse dal fuoco

Le operazioni di spegnimento sono proseguite per tutta la giornata di lunedì 13 luglio. Mentre alcune fonti riportavano inizialmente una stima di quindici ettari di bosco già andati in fumo in località La Colla, nel tardo pomeriggio la Città metropolitana di Firenze ha comunicato che il rogo a Villore di Dicomano era stato contenuto, con circa il venti per cento del fronte ancora attivo e una superficie bruciata di circa dieci ettari.

La morfologia del terreno e l'impervietà della zona hanno reso le operazioni di spegnimento particolarmente complesse, tanto da richiedere il supporto di un mezzo della flotta aerea nazionale oltre ai tre elicotteri regionali e ai due Canadair già in azione, nel tentativo di circoscrivere le fiamme prima del previsto rialzo delle temperature.

Le fiamme e i cantieri delle pale eoliche

Le fiamme, alimentate dalla vegetazione e dalla pendenza del terreno, si sono propagate in prossimità dei cantieri per la realizzazione di pale eoliche, un'area che proprio nei mesi precedenti era già stata teatro di un altro incendio di vaste proporzioni. Per questo motivo, oltre ai vigili del fuoco e al personale antincendio boschivo (AIB), sono stati attivati anche i carabinieri della stazione di Borgo San Lorenzo per monitorare la situazione e garantire la sicurezza.

Nonostante la vicinanza, il cantiere e le infrastrutture non sono stati direttamente interessati dalle fiamme, e i soccorsi si sono concentrati esclusivamente sul contenimento del fronte di fuoco per evitare ulteriori danni al patrimonio boschivo.

L'impegno delle squadre e il monitoraggio notturno

Per fronteggiare l'emergenza, sul posto sono state dispiegate risorse considerevoli: in mattinata è intervenuta una squadra di operai forestali della Città metropolitana di Firenze, a cui si sono aggiunte altre sedici squadre provenienti da tutta la provincia, per un totale di diciassette squadre operative con mezzi terrestri.

Il coordinamento delle operazioni è stato affidato al direttore delle operazioni di spegnimento dell'Unione dei Comuni del Mugello, mentre la Protezione Civile ha assicurato che l'impegno dei mezzi sarebbe continuato e che il controllo dell'area sarebbe stato garantito anche durante la notte successiva, per prevenire eventuali riaccensioni.

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