Del Toro domina il Giro del Veneto, nel giorno dell'addio di Viviani
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Sport
-
Isaac del Toro, il giovane talento messicano della formazione emiratina, ha impresso la sua firma sull'ottantottesima edizione del Giro del Veneto, una classica che, partendo da Vicenza, ha trovato il suo epilogo dopo 161,2 chilometri a Verona. Proprio nella città scaligera, che ha visto crescere e trionfare Elia Viviani, il corridore della UAE Team Emirates ha messo in mostra la sua classe straordinaria, conquistando quella che, non a caso, rappresenta la sua sedicesima affermazione in questa stagione. Un conto, il suo, che quando si parla di corse in territorio italiano diventa ancor più significativo, raggiungendo la nona vittoria, quasi a sottolineare un feeling particolare con le strade della Penisola.
L'azione decisiva e la doppietta emiratina
La gara, organizzata dall’ex campione Filippo Pozzato, ha seguito per un tratto i copioni consueti delle corse di un giorno, con una fuga di otto uomini che ha animato la prima parte della competizione. Nel gruppo di testa, che ha tentato di resistere all'inevitabile rimonta del lotto principale, si sono distinti, tra gli altri, il "Profeta", Mikel Retegi, Davide Bais e Storm Ingebrigsten, i quali hanno offerto battaglia prima che le grandi squadre decidessero di imporre il proprio ritmo. La strategia della UAE Emirates, che ha puntato tutto sul suo giovane astro nascente, si è rivelata infallibile, permettendo a Del Toro di lanciare l'attacco decisivo all'inizio dell'ultima ascesa della Torricella Massimiliana. Sfruttando al massimo il lavoro dei compagni, che hanno gestito gli inseguimenti con meticolosa precisione, il messicano ha staccato tutti, percorrendo in solitaria gli ultimi dieci chilometri e presentandosi al traguardo di corso Porta Nuova con un margine talmente ampio da consentirgli di alzare le braccia al cielo in un trionfo quasi incontrastato. A completare un quadro di assoluto dominio per la squadra, il secondo posto è andato al compagno Pavel Sivakov, il quale ha preceduto Jonas Abrahamsen, regalando alla formazione una doppietta di prestigio che porta il conto totale dei successi stagionali a novantacinque.
Il saluto a Viviani e il successo femminile
Se le luci della ribalta sono state tutte per il vincitore, i cuori e gli applausi più sentiti sono andati a Elia Viviani, il quale, al termine di una lunga e gloriosa carriera su strada, ha scelto proprio questa corsa per il suo ultimo atto. Il corridore di Isola della Scala, che ha lasciato un segno indelebile nel ciclismo italiano e internazionale, ha così chiuso un capitolo importante della sua vita sportiva, destinato ora a concludere definitivamente la sua esperienza agonistica con i prossimi Mondiali su pista in Cile. La giornata ciclistica veronese, d'altronde, ha registrato un altro risultato di rilievo nel panorama femminile, dove Silvia Persico ha centrato la vittoria, dimostrando una condizione di forma eccellente e aggiungendo il suo nome all'albo d'oro della manifestazione.
Il bilancio di una squadra dominante
Quella di Verona non è stata semplicemente una vittoria, ma l'ennesima dimostrazione di forza di una compagine, la UAE Team Emirates, che sta vivendo un'annata straordinaria, capace di collezionare successi con diversi interpreti. Il sedicesimo personale per Del Toro, di cui molti colti in Italia, conferma le sue immense qualità e lo proietta con forza tra i protagonisti del ciclismo mondiale dei prossimi anni, mentre per la squadra si tratta di un ulteriore, importantissimo, tassello in una stagione che pochi riescono a eguagliare in termini di risultati e prestigio.




