Del Toro domina ancora, è suo il Gran Piemonte

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Nell'autunno che sta consacrando la sua classe straordinaria, Isaac Del Toro ha firmato un nuovo, personale capolavoro al Gran Piemonte, imponendo la sua legge su un percorso che ha selezionato i migliori. Il corridore della UAE Team Emirates, la cui annata è ormai entrata nella leggenda, ha chiuso in solitaria la 109esima edizione della classica piemontese, regalando alla sua corazzata la novantaduesima affermazione stagionale, un numero che da solo racconta la supremazia del team. L'azione decisiva si è consumata negli ultimi chilometri, quando il messicano ha prima ricompattato un tentativo d'attacco di alcuni big e poi ha staccato definitivamente i rivali con una progressione in salita di potenza e determinazione, rimanendo solo a governare la corsa verso il traguardo di Acqui Terme.

La corsa e la mossa vincente

La gara era stata animata da un'azione di fuga che aveva visto sette uomini, tra i quali Quinten Hermans, Jan Tratnik e Adne Holter, tentare di anticipare i favoriti. Il loro vantaggio, tuttavia, è stato controllato e progressivamente eroso dal lavoro del gruppo, dove la UAE Team Emirates ha dettato i tempi grazie all'opera di uomini come Pavel Sivakov. Sulla cruciale ascesa di Castelletto d'Erro, il panorama è mutato radicalmente: Marc Hirschi e Bauke Mollema hanno lanciato i loro attacchi, cercando di spezzare la resistenza degli altri candidati alla vittoria. Proprio in quel frangente, Isaac Del Toro ha fatto la differenza, riagganciando con apparente facilità i fuggitivi per poi lanciare il colpo di reni che gli ha consentito di lasciarsi tutti alle spalle. Uno scatto, il suo, che ha di fatto risolto la contesa con diciotto chilometri ancora da percorrere.

Il bottino italiano del fenomeno messicano

Quella di Acqui Terme rappresenta la sesta vittoria di Del Toro nelle corse italiane in poco più di un mese, un dato che sottolinea non solo la sua forma smagliante ma anche una speciale affinità con i tracciati dello Stivale. Un dominio, il suo, che si inserisce nel contesto di una stagione mostruosa per il ventunenne, capace di collezionare quindici successi personali. Mentre il gruppo, ridotto a una quarantina di unità, tentava invano di riorganizzare l'inseguimento, il messicano ha ampliato il suo margine, gestendo con freddezza da veterano il vantaggio fino al momento in cui ha potuto alzare le braccia al traguardo. Alle sue spalle, la volata per i gradini più bassi del podio ha visto prevalere Hirschi e Mollema, battuti ma non sopravffati.

Il contesto e i piazzamenti di Zambanini e Bagioli

L'impresa di Del Toro, che arriva a pochi giorni dalla classica Lombardia, conferma l'incredibile profondità di qualità della squadra emiratina, in grado di vincere sia con il suo capitano assoluto che con i suoi giovani talenti. La corsa ha registrato anche le buone prestazioni di due italiani: Edoardo Zambanini ha concluso la sua prova in sesta posizione, mentre Andrea Bagioli si è piazzato in decima, entrambi facendo parte di quel gruppetto che ha tagliato il traguardo dopo i tre uomini di testa. La classica, nel suo complesso, ha dunque offerto uno spettacolo di tattica e potenza, coronato da un corridore che sembra ormai non conoscere ostacoli in questo finale di campionato.

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