Antonelli, dai debiti alla prima fila: a Melbourne l’eroismo dei meccanici e la multa salva-griglia
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Redazione Sport
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Il dio della velocità, a Melbourne, deve essersi preso una cotta per Kimi Antonelli; difficile spiegare altrimenti una giornata, quella del sabato del GP d’Australia, in cui il giovane bolognese della Mercedes ha sfiorato la catastrofe per due volte, salvo poi ritrovarsi in prima fila e, dettaglio non secondario, con la seconda posizione in griglia saldamente in pugno nonostante l’ennesimo pasticcio dei suoi stessi meccanici. Perché se è vero che il classe 2006 ha ripagato la fiducia con un giro secco da 1:18.811, è altrettanto vero che il suo destino, nelle ore precedenti, era appeso a un cavo, o meglio, a una carrozzeria completamente distrutta.
Tutto era cominciato nel peggiore dei modi durante le FP3, quando la sua W17, dopo un contatto con il cordolo interno alla curva 2, aveva letteralmente disintegrato le sospensioni posteriori contro le barriere. Un impatto violento, capace di ridurre la monoposto a un cumulo di detriti e di gettare un’ombra sinistra sulla partecipazione alle qualifiche. I medici del circuito lo hanno visitato, scongiurando danni fisici, ma l’emorragia di tempo, quella sì, sembrava inarrestabile. Invece, come spesso accade in questo sport, il fato ha cambiato casacca: la bandiera rossa causata pochi minuti dopo dal terribile incidente di Max Verstappen ha concesso ai tecnici del team di Brackley quei minuti supplementari, preziosissimi, per ricostruire quasi integralmente la vettura. Antonelli stesso, a fine giornata, non ha avuto esitazioni nel definire i suoi meccanici “eroi”, un tributo doveroso verso chi ha operato sotto una pressione psicologica inaudita per rimetterlo in pista.
Ma la suspense, in quel di Albert Park, non si era affatto esaurita. Nel corso del Q3, quando ormai l’italiano aveva già impressionato con un tempo da pole provvisoria, l’incubo è tornato a bussare sotto forma di un soffiatore, uno di quelli usati per raffreddare la power unit, che qualcuno aveva dimenticato nelle pance laterali della freccia d’argento. L’oggetto, staccandosi alla prima curva, ha invaso la pista, venendo centrato in pieno dalla McLaren di Lando Norris e provocando una nuova interruzione. Il rischio, a quel punto, era duplice: vedere cancellato il tempo ottenuto, ma soprattutto subire una penalizzazione in griglia per rilascio non sicuro della vettura, una prospettiva che avrebbe vanificato ogni sforzo.
La Federazione, riunitisi i commissari, ha ascoltato la versione della Mercedes, la quale ha spiegato come l’usuale addetto alla rimozione dei soffiatori fosse stato dirottato su altre mansioni, travolto dall’urgenza di riparare i danni dell’incidente mattutino. Una dimenticanza fatale, certo, ma umana. E proprio su questo presupposto si è basata la decisione finale: niente sanzione sportiva per Antonelli, che manterrà così la piazza d’onore a fianco del compagno George Russell. Il team, invece, è stato multato di 7.500 euro, una cifra quasi simbolica se rapportata al valore della posizione conquistata, e che suona come una manna dal cielo per il giovane italiano, scampato così anche a questa seconda, insidiosissima, tegola.




