Il Milan nel girone di ritorno è nono in classifica: l’attacco è evaporato
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Redazione Sport
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Se si isola la porzione di campionato compresa tra la ventesima e la trentacinquesima giornata, quella che tecnicamente viene definita girone di ritorno, il posizionamento del Milan nella Serie A 2025-26 cambia radicalmente. La squadra affidata a Massimiliano Allegri, pur occupando al momento il gradino più basso del podio nella classifica generale con 67 punti, scivolerebbe fino al nono posto se si considerassero unicamente i risultati ottenuti da gennaio in poi. Un tracollo che, a dirla tutta, non riguarda soltanto la posizione in graduatoria: sono i numeri a parlare, e lo fanno con una freddezza quasi disarmante. I rossoneri hanno raccolto in questo lasso temporale appena 25 punti, uno in più di Fiorentina e Genoa, uno in meno del Sassuolo – formazione quest’ultima che, guarda caso, ha battuto proprio i milanesi nell’ultimo turno disputato.
La classifica che condanna: dal podio alla zona grigia
La fotografia scattata dal solo girone di ritorno riserva dunque sorprese significative, soprattutto per chi – come l’Inter – ha già conquistato il titolo di campione d’Italia. I nerazzurri dominano anche questa speciale classifica, seguiti dal Napoli secondo, mentre a chiudere il fondo troviamo Verona e Pisa già retrocesse. Tuttavia, ciò che colpisce maggiormente è il vuoto attorno al Milan: per trovare gli uomini di Allegri – terzi nel consuntivo generale – occorre infatti scendere fino al nono posto di questa graduatoria parziale. Un’inversione di tendenza che non ha risparmiato neppure l’aspetto realizzativo, anzi, lo ha reso evidente oltre ogni ragionevole dubbio. L’attacco, una volta punto di forza della formazione, appare ormai evaporato.
Un dato mostruoso: il gol non arriva più
Su questo specifico fronte – la crisi realizzativa – si è espresso senza mezzi termini Marco Pasotto, giornalista de La Gazzetta dello Sport, il quale ha descritto la situazione con parole nette: “Le partite passano e il malato si aggrava. Fra le innumerevoli patologie che affliggono il Diavolo di questi tempi, ce n’è una particolarmente grave e apparentemente senza cura: l’attacco continua a essere inesistente”. Un’analisi, la sua, che non lascia spazio a fraintendimenti. Più che di un momento di appannamento, sembra trattarsi di una crisi strutturale, testimoniata anche dal confonto diretto con l’Inter: il distacco in termini di reti segnate nel girone di ritorno è tale da rendere superfluo qualunque commento.
I numeri che spiegano il crollo offensivo
Per comprendere l’entità del problema, basta osservare i freddi dati raccolti da gennaio in poi. Il Milan fatica a trovare la via della rete con regolarità, e questa inefficacia si è riverberata inevitabilmente sui risultati settimanali. Ne consegue una squadra che, pur restando in lotta per un posto in Champions League nella classifica generale, nel parziale del solo ritorno viene superata da formazioni oggettivamente meno attrezzate sulla carta. L’assenza di cinismo sottoporta, le trame offensive che si spezzano regolarmente davanti all’area avversaria: è questo il quadro che Allegri si trova a dover gestire, senza che al momento emergano segnali di inversione di tendenza. La seconda parte di stagione dei rossoneri sta quindi restituendo l’immagine di una compagine spuntata, lontana parente di quella che aveva chiuso l’andamento del primo girone in ben altra posizione.




