Artem Tkachuk, dal successo di “Mare fuori” all’arresto per danneggiamento e oltraggio

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   La notte, si sa, ha spesso il vizio di restituire i volti noti in una luce assai diversa da quella dei riflettori. Artem Tkachuk, il venticinquenne attore di origine ucraina diventato celebre per il ruolo di Pino «’O pazzo» nella serie Rai “Mare fuori”, ne ha appena fornito l’ennesimo esempio. Tra il 20 e il 21 maggio scorsi, a Rho, nel Milanese, l’attore è stato arrestato dagli agenti delle Volanti del locale commissariato mentre, insieme ad altri tre ragazzi (rispettivamente di 18, 22 e 24 anni), si stava divertendo a danneggiare alcune auto parcheggiate in via Molino Prepositurale. Quattro le utilitarie finite nel mirino del quartetto, con specchietti divelti e paraurti ammaccati: un quadro che le forze dell’ordine hanno ricostruito senza troppa difficoltà, vista la flagranza.

Oltraggio e minacce, poi il rilascio

Non è stato però solo il danno alle vetture a far scattare le manette. Secondo quanto emerso, quando i poliziotti sono giunti sul posto sorprendendo i quattro in flagrante, Tkachuk avrebbe reagito con frasi come “vi sfondo”, venendo quindi denunciato anche per minacce a pubblico ufficiale e oltraggio. Un comportamento che ha trasformato un banale (seppur vandalico) episodio notturno in un caso penale. Adesso, a distanza di poche ore, l’attore risulterebbe già rilasciato; le procedure e le eventuali misure restano coperte dal riserbo investigativo, così come i nomi degli altri tre giovani coinvolti.

La versione della fidanzata e della madre

Dall’eco mediatica dell’arresto – inevitabile, per un volto noto del piccolo schermo – si sono levate però voci dissonanti. La compagna di Tkachuk e sua madre hanno rotto il silenzio, raccontando una versione dei fatti diametralmente opposta a quella fornita dalla polizia. Senza entrare nel merito delle singole accuse, le due donne hanno annunciato l’intenzione di denunciare gli agenti, parlando di un intervento che sarebbe stato gestito in modo sproporzionato. La loro ricostruzione, al momento priva di riscontri documentali, apre un fronte destinato a essere esaminato dagli inquirenti, anche perché nessun altro testimone esterno ha ancora confermato o smentito le due narrazioni.

Un precedente non isolato per l’attore di “Mare fuori”

Non è la prima volta, va detto, che Tkachuk finisce al centro di episodi legati a condotte aggressive. Già in passato, seppur in contesti diversi, l’attore aveva attirato l’attenzione delle cronache per comportamenti al limite della legalità. Stavolta, però, la vicenda assume contorni giudiziari più precisi: il danneggiamento aggravato in concorso, se provato, potrebbe avere conseguenze ben più serie di una semplice denuncia. Resta da capire, nelle prossime settimane, se la procura di Milano – alla quale il fascicolo è stato presumibilmente trasmesso – riterrà di approfondire l’accaduto con nuovi atti investigativi, magari acquisendo i filmati delle telecamere di sorveglianza della zona. Per ora, l’unico fatto certo è che un attore amato dal pubblico giovanile si ritrova a fare i conti con la giustizia ordinaria, lontano dai set e dai copioni.

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