L'oro supera i 2.100 dollari: tensioni in Medio Oriente e attesa della Fed

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Redazione Economia Redazione Economia   -   A novembre, gli indici delle compagnie aurifere hanno sovraperformato l’oro fisico. Nonostante l'apatia degli investitori verso gli ETC sull’oro, le valutazioni dei titoli aurifere sono diventate interessanti. L’oro ha sfondato quota 2 mila dollari l’oncia a ottobre ed è tornato a rafforzarsi nelle ultime settimane di novembre.

Il prezzo dell'oro ha registrato un nuovo massimo storico, superando l'importante livello di 2.100 dollari l'oncia durante la sessione asiatica di oggi, lunedì 4 dicembre. Le crescenti tensioni geopolitiche in Medio Oriente, in particolare l'espansione delle operazioni dell'esercito israeliano nella Striscia di Gaza, hanno contribuito a spingere il prezzo dell'oro giallo.

Le Borse asiatiche hanno chiuso la seduta in ribasso, mentre gli investitori prendevano in considerazione le parole del presidente della Fed, Jerome Powell, che venerdì scorso non aveva escluso l'ipotesi di ulteriori rialzi dei tassi in caso di necessità, pur sottolineando che la politica monetaria fosse "ben orientata verso una direzione restrittiva". Tokyo ha perso lo 0,6%, Hong Kong ha registrato un calo dell'1,1%, Shanghai e Shenzhen hanno perso lo 0,3%, mentre Seul è salita dello 0,1% e Sydney dello 0,7%.

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