Ucraina, Tajani chiede un portavoce Ue per negoziare con Mosca

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Per la guerra in Ucraina l'Unione europea deve dotarsi rapidamente di un interlocutore unico, autorizzato a trattare a nome dell'intera Unione. È la posizione espressa da Antonio Tajani a Bruxelles, dove il ministro degli Esteri italiano ha indicato la necessità di una rappresentanza europea comune nei negoziati per la fine del conflitto. La proposta arriva mentre anche dalla Repubblica Ceca emerge una richiesta di puntare sul negoziato, accompagnata dall'invito a evitare una retorica che possa alimentare l'escalation con Mosca.

Tajani: «L'Europa deve parlare con una voce sola»

A margine del pre-vertice del Partito Popolare Europeo, Tajani ha spiegato che il rappresentante potrebbe essere una singola persona oppure un gruppo di Stati. La condizione indicata dal ministro è però precisa: chi riceverà questo incarico dovrà parlare per conto di tutti e non esprimere soltanto la posizione di una parte dell'Unione. Per l'Italia, la rapidità della decisione è essenziale perché una rappresentanza frammentata renderebbe meno incisiva la politica europea nei confronti degli altri protagonisti del conflitto.

Il ministro ha citato anche la possibilità che il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa possa ricoprire il ruolo, definendolo una figura autorevole, ma senza indicarlo come scelta definitiva. L'alternativa resta quella di individuare un'altra persona oppure una delegazione composta da più Paesi. Il punto centrale, nella posizione italiana, non è dunque il nome del negoziatore, ma l'esistenza di un mandato condiviso che consenta all'Europa di presentarsi al tavolo con una posizione univoca.

Da Praga la richiesta di aprire il negoziato

La stessa esigenza di riportare il conflitto sul terreno delle trattative è stata espressa da Petr Macinka, ministro degli Esteri e vicepremier della Repubblica Ceca. Secondo Macinka, gli aiuti a Kiev possono continuare, ma devono essere accompagnati dalla disponibilità a sedersi al tavolo e discutere una soluzione. La sua posizione comprende anche un richiamo alla prudenza nei confronti della Russia: Praga si dice pronta a difendersi da una possibile minaccia, ma considera necessario evitare messaggi capaci di trasformare il confronto politico e militare in una spirale di escalation.

Macinka fa parte del governo di destra guidato da Andrej Babiš ed è leader di Motoristé sobě, formazione nata in difesa degli automobilisti. La sua impostazione aggiunge alla discussione europea un elemento politico preciso: il sostegno all'Ucraina non viene presentato come alternativo alla ricerca di un negoziato. Difesa e iniziativa diplomatica vengono invece indicate come due direttrici da portare avanti contemporaneamente, mentre Bruxelles discute quale interlocutore possa rappresentare l'intero blocco europeo.

Il nodo della rappresentanza europea

La questione sollevata a Bruxelles riguarda anche il peso politico dell'Unione nei rapporti con Russia, Ucraina e Stati Uniti. Un eventuale negoziatore comune dovrebbe infatti poter dialogare con tutti gli attori coinvolti, evitando che le singole capitali europee procedano attraverso iniziative separate. Tajani ha sottolineato proprio questo aspetto, sostenendo che l'Europa ha bisogno della forza politica necessaria per decidere chi la rappresenti e per assumere una posizione riconoscibile durante le trattative.

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