Trump: "L'Ucraina non ha carte in mano per negoziare"
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Esteri
-
Donald Trump, in un’intervista rilasciata a Fox News, ha espresso con tono diretto la sua posizione sul conflitto tra Russia e Ucraina, sostenendo che il presidente ucraino Volodymyr Zelensky non sia una figura essenziale nei negoziati di pace. “Non penso che sia molto importante che ci sia”, ha dichiarato, aggiungendo che l’Ucraina, a suo avviso, “non ha carte in mano” per condurre trattative efficaci. Un’affermazione che, sebbene netta, riflette una visione pragmatica – se non cinica – del ruolo di Kiev in un contesto diplomatico sempre più complesso.
Trump, che ha definito i suoi colloqui con Vladimir Putin “ottimi”, ha sottolineato come i dialoghi con l’Ucraina non siano stati altrettanto produttivi. “Zelensky ha negoziato male finora”, ha affermato, lasciando intendere che la leadership ucraina non abbia saputo sfruttare le opportunità offerte dal contesto internazionale. Questa presa di posizione arriva in un momento delicato, in cui Stati Uniti e Ucraina sono vicini a siglare un accordo sulle terre rare, risorse strategiche per l’economia globale. Secondo il Wall Street Journal, l’intesa potrebbe essere formalizzata già nei prossimi giorni, nonostante alcuni dettagli rimangano ancora da definire.
Nel frattempo, Trump non ha risparmiato critiche neanche ai leader europei. Rivolgendosi al premier britannico Keir Starmer e al presidente francese Emmanuel Macron, ha dichiarato: “Macron è un mio amico, Starmer è una persona carina, ma non hanno fatto niente per fermare questa guerra”. Una dichiarazione che, al di là del tono informale, evidenzia il suo scetticismo verso il ruolo dell’Europa nel mediare il conflitto. “Io agisco perché odio vedere tutti questi morti”, ha aggiunto, senza però specificare quali iniziative concrete stia portando avanti.
Le parole di Trump hanno scatenato reazioni contrastanti, soprattutto in Europa, dove si teme che l’esclusione di Zelensky dai negoziati possa minare ulteriormente la posizione ucraina. Fonti vicine alla Commissione Europea hanno lasciato trapelare che Bruxelles sta valutando contromosse per garantire che Kiev non venga marginalizzata. Tuttavia, l’assenza di un piano chiaro da parte degli Stati Uniti lascia aperte molte domande sul futuro delle trattative.
Intanto, il conflitto continua a mietere vittime, mentre la diplomazia internazionale sembra muoversi tra tentativi di mediazione e scontri verbali. Trump, da parte sua, sembra voler mantenere un ruolo centrale nel dibattito, anche a costo di alimentare polemiche. Le sue dichiarazioni, spesso provocatorie, riflettono una strategia comunicativa che punta a scuotere gli equilibri esistenti, senza però offrire soluzioni definitive.
In questo scenario, la posizione di Zelensky appare sempre più precaria. Abbandonato da alcuni alleati e sbeffeggiato da altri, il presidente ucraino si trova a dover affrontare non solo la minaccia militare russa, ma anche l’isolamento diplomatico. E mentre Trump continua a parlare di “inutilità” della sua presenza ai negoziati, l’Ucraina cerca di consolidare il sostegno internazionale, soprattutto in vista di un possibile accordo sulle terre rare che potrebbe rafforzare la sua posizione economica.




