Ucraina, terre rare e il piano di pace di Trump: un nodo da 350 miliardi
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Redazione Esteri
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L’Ucraina ha calcolato che le risorse minerarie situate nei territori attualmente occupati dalla Russia valgono circa 350 miliardi di dollari. Si tratta principalmente di titanio e litio, materiali critici per l’industria tecnologica e militare, la cui maggior parte si trova nel Donbass, regione mineraria e industriale ormai in gran parte controllata da Mosca. «I dati in nostro possesso indicano che materiali strategici di tale valore si trovano in aree temporaneamente occupate», ha dichiarato Yulia Svyrydenko, vice primo ministro ucraina, sottolineando l’importanza economica e geopolitica di queste risorse.
Nel frattempo, Donald Trump, durante una videoconferenza con i leader del G7, ha ribadito l’importanza di un accordo tra Stati Uniti e Ucraina sui minerali critici e le terre rare. «Ho sottolineato la necessità di questo partenariato economico, che garantirà agli Stati Uniti di recuperare i miliardi spesi in aiuti militari e sosterrà la crescita economica ucraina», ha scritto su Truth, la sua piattaforma sociale. Trump ha anche espresso l’intenzione di ottenere “l’equivalente di 500 miliardi di dollari in terre rare”, un obiettivo che però sembra scontrarsi con la realtà: l’Ucraina, infatti, non è particolarmente ricca di questi materiali, e persino i depositi di litio e titanio sono oggetto di incertezze, senza contare che molti giacimenti sono già sotto controllo russo.
Il piano di pace proposto da Washington, secondo fonti canadesi, prevede che Kiev riconosca alcuni dei guadagni territoriali russi, trasferendo al contempo miliardi di dollari di risorse naturali agli Stati Uniti. Durante una telefonata con Trump, il primo ministro canadese Justin Trudeau ha insistito sulla necessità di garantire che la Russia non utilizzi ulteriormente la forza militare per espandersi. «Qualsiasi accordo deve impedire nuove aggressioni», ha riferito The Globe and Mail, citando fonti anonime.
Da parte sua, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha ribadito che ogni intesa con gli Stati Uniti sullo sfruttamento delle risorse minerarie dovrà includere garanzie di sicurezza contro eventuali minacce russe. Una posizione che riflette la complessità della situazione: da un lato, l’Ucraina cerca sostegno internazionale per ricostruire la propria economia; dall’altro, deve fare i conti con la perdita di territori ricchi di risorse e con le pressioni di un conflitto che non accenna a placarsi.




