Terre rare, l'accordo Usa-Ucraina in dirittura d'arrivo
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Redazione Esteri
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Le trattative tra Stati Uniti e Ucraina per lo sfruttamento delle terre rare, risorse minerarie strategiche per l’industria tecnologica e quella della difesa, sembrano ormai prossime alla conclusione. Un accordo dal valore stimato di 500 miliardi di dollari, che potrebbe essere siglato già venerdì 28 febbraio a Washington, dove il presidente ucraino Volodymyr Zelensky potrebbe recarsi per la firma ufficiale. Donald Trump, da parte sua, non ha nascosto l’importanza di un’intesa che, secondo le sue parole, permetterebbe agli Stati Uniti di «riavere i nostri soldi».
Le terre rare, 17 elementi della tavola periodica fondamentali per la produzione di tecnologie avanzate, rappresentano un mercato globale in rapida crescita, valutato oggi in quasi 11 miliardi di dollari e destinato a raddoppiare entro il 2031. L’Ucraina, che secondo il World Mining Data 2024 detiene circa il 5% delle risorse minerarie mondiali, si trova al centro di un interesse internazionale sempre più intenso. Nonostante non tutte queste risorse siano attualmente sfruttabili, il potenziale del sottosuolo ucraino ha attirato l’attenzione di Washington, ma anche di Mosca e di altri attori globali.
L’accordo, inizialmente bloccato da Zelensky a causa di clausole ritenute troppo svantaggiose per Kiev, sembra ora superare gli ultimi ostacoli. Fonti ucraine, citate dall’Afp, hanno confermato che gli Stati Uniti hanno rimosso le condizioni più onerose, aprendo la strada a una firma imminente. «Gli Usa hanno tolto le clausole sfavorevoli, venerdì potrebbe esserci la firma a Washington», ha dichiarato un alto funzionario ucraino sotto condizione di anonimato.
Intanto, mentre si avvicina la data della possibile intesa, i leader europei si preparano a una videoconferenza per discutere gli sviluppi del conflitto tra Ucraina e Russia, con l’obiettivo di valutare le condizioni per un cessate il fuoco. La pace a tappe forzate che Trump sta cercando di imporre a Zelensky, come ha più volte sottolineato, sembra essere strettamente legata alla questione delle terre rare, risorse che alimentano non solo l’economia globale ma anche le tensioni geopolitiche.
Il valore strategico di queste risorse, tuttavia, non si limita al loro impatto economico. Le terre rare sono infatti indispensabili per la produzione di dispositivi tecnologici, veicoli elettrici e sistemi di difesa avanzati, rendendole un elemento chiave per la sicurezza nazionale e la competitività industriale. L’accordo tra Washington e Kiev, se confermato, potrebbe quindi rappresentare un punto di svolta non solo per le relazioni bilaterali, ma anche per gli equilibri globali nel settore delle risorse minerarie.




