Mappa delle materie prime critiche e terre rare in Ucraina: quali sono e dove si trovano
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Esteri
-
L’Ucraina, da tempo al centro di tensioni geopolitiche, potrebbe presto diventare il fulcro di un accordo strategico tra gli Stati Uniti e il governo di Volodymyr Zelensky. Secondo fonti vicine ai negoziati, Donald Trump e il presidente ucraino starebbero per siglare un’intesa che garantirebbe agli Stati Uniti l’accesso alle cosiddette terre rare (Rare Earth Elements – REE), risorse minerarie di cui il Paese è ricco. In cambio, l’Ucraina riceverebbe aiuti finanziari e militari, fondamentali in un contesto di instabilità interna e di conflitto.
Le terre rare, un gruppo di 17 elementi chimici, sono considerate un tesoro nascosto per l’industria moderna, essenziali per la produzione di tecnologie avanzate come smartphone, veicoli elettrici, turbine eoliche e sistemi di difesa. L’Ucraina, con i suoi giacimenti ancora non del tutto quantificati, rappresenta un nodo cruciale nella competizione globale per l’approvvigionamento di queste risorse. Tuttavia, nonostante il potenziale, non è ancora chiaro quanto estese siano le riserve ucraine e quanto sia economicamente vantaggioso estrarrle, dati i costi elevati e le difficoltà tecniche legate alla loro lavorazione.
Nel 2021, l’Unione europea aveva già stretto un partenariato strategico con l’Ucraina per garantire l’accesso a queste materie prime, con l’obiettivo di diversificare e rafforzare le catene di approvvigionamento. Un accordo che, sebbene ancora in piedi, potrebbe essere messo in discussione dall’eventuale intesa tra Kiev e Washington. Nonostante il deterioramento delle relazioni tra Stati Uniti e Ucraina, Trump e Zelensky hanno lasciato intendere che un compromesso è ancora possibile, anche se i dettagli rimangono vaghi e l’esito incerto.
Intanto, la corsa alle terre rare non riguarda solo l’Ucraina. Anche l’Italia, sebbene non sia tra i principali attori globali, sta muovendo i primi passi per esplorare il proprio potenziale. Alcune aziende minerarie hanno già presentato richieste di permessi di ricerca in diverse Regioni, mentre uno studio condotto dall’Ispra ha tracciato una mappa delle materie critiche presenti sul territorio nazionale. Sebbene le riserve italiane siano modeste rispetto a quelle di altri Paesi, l’interesse per queste risorse è in crescita, spinto dalla necessità di ridurre la dipendenza da fornitori esteri.




