Ucraina e Usa vicini all’accordo sulle risorse minerarie
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Redazione Esteri
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L’Ucraina ha accettato i termini dell’intesa proposta dagli Stati Uniti per lo sfruttamento congiunto delle sue risorse minerarie, tra cui petrolio, gas e terre rare. La notizia, diffusa ieri sera dal Financial Times e confermata da fonti ucraine, segna un punto di svolta dopo settimane di trattative complesse. L’accordo, che potrebbe essere firmato già venerdì, prevede che Kiev ceda una parte delle sue risorse strategiche in cambio della rinuncia statunitense a una richiesta iniziale di 500 miliardi di dollari sui potenziali ricavi derivanti dallo sfruttamento di questi giacimenti.
La bozza dell’intesa, che ha ottenuto il via libera dai ministri ucraini della giustizia, dell’economia e degli esteri, rappresenta una versione modificata rispetto a quella respinta la scorsa settimana dal presidente Volodymyr Zelensky. Quest’ultimo aveva definito “capestro” le condizioni imposte dall’amministrazione Trump, tra cui la richiesta di un diritto esclusivo sui profitti derivanti dalle terre rare, risorse fondamentali per l’industria tecnologica e militare.
Nonostante l’assenza di garanzie di sicurezza esplicite nel testo, gli Stati Uniti hanno accettato di rimuovere alcune clausole ritenute troppo punitive per Kiev. Un alto funzionario ucraino, che ha chiesto di rimanere anonimo, ha dichiarato all’Afp che “gli Usa hanno tolto le condizioni sfavorevoli”, aprendo la strada a una firma imminente. Zelensky, che si recherà a Washington venerdì, incontrerà il presidente Trump per la controfirma definitiva.
L’accordo si inserisce in un contesto geopolitico delicato, con l’Ucraina ancora alle prese con le conseguenze dell’invasione russa del 2022. Mosca, da parte sua, ha già criticato l’intesa, definendola un tentativo di alimentare ulteriormente il conflitto. Tuttavia, per Kiev, l’intesa rappresenta un’opportunità per rafforzare i legami con Washington e ottenere un sostegno economico cruciale in un momento di profonda crisi.
Le risorse minerarie ucraine, in particolare le terre rare, sono considerate strategiche per l’industria globale, essendo componenti essenziali per la produzione di tecnologie avanzate, dai dispositivi elettronici ai sistemi di difesa. L’accordo, se confermato, potrebbe quindi avere implicazioni significative non solo per i due Paesi coinvolti, ma anche per gli equilibri economici e politici internazionali.




