Ucraina e Usa vicini all’accordo sulle risorse minerarie, Zelensky a Washington per la firma

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Esteri Redazione Esteri   -   L’Ucraina e gli Stati Uniti sono ormai prossimi a siglare un accordo che riguarda lo sfruttamento delle risorse minerarie critiche presenti nel sottosuolo ucraino, un passo significativo che potrebbe concretizzarsi già nei prossimi giorni. Secondo fonti vicine ai negoziati, tra cui il Financial Times e alcuni media ucraini, il presidente Volodymyr Zelensky sarebbe atteso a Washington venerdì per la firma definitiva dell’intesa, dopo che i ministri del Tesoro dei due Paesi avranno apposto le prime firme.

L’accordo, che ha subito diverse revisioni rispetto alla bozza iniziale, rappresenta una svolta rispetto alle tensioni emerse la scorsa settimana, quando Zelensky aveva bloccato il testo originario ritenendo inaccettabili alcune condizioni imposte dall’amministrazione Trump. Tra queste, spiccava la richiesta statunitense di un risarcimento di 500 miliardi di dollari per l’accesso alle cosiddette “terre rare”, minerali essenziali per l’industria tecnologica e militare. Una clausola che, stando alle ultime indiscrezioni, sarebbe stata rimossa dal testo definitivo, aprendo così la strada a un compromesso.

Nonostante il raggiungimento di un’intesa, l’accordo non prevede garanzie di sicurezza per l’Ucraina, un aspetto che potrebbe lasciare spazio a ulteriori discussioni future. Tuttavia, la firma rappresenterebbe un passo importante per Kiev, alle prese con una guerra che dal 2022 ha messo a dura prova la sua economia e la sua stabilità politica. Le risorse minerarie, tra cui litio, titanio e altri elementi rari, costituiscono un asset strategico per il Paese, che potrebbe trarre vantaggio dagli investimenti e dalla tecnologia statunitense.

Sul fronte politico, l’incontro tra Zelensky e Trump non sembra essere accompagnato da particolare entusiasmo da parte del presidente americano, che ha mostrato una certa freddezza riguardo all’appuntamento. «Ho sentito che viene, per me va bene», ha dichiarato Trump, lasciando trasparire un tono distaccato. Una posizione che riflette, almeno in parte, le complesse dinamiche tra i due leader, già emerse in passato durante lo scandalo che ha portato al primo impeachment di Trump.

Intanto, in Europa, il possibile accordo tra Kiev e Washington ha riacceso il dibattito sul ruolo dell’Unione nella crisi ucraina. La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha recentemente avanzato l’ipotesi di un maggiore impegno militare europeo in Ucraina, una proposta che ha suscitato reazioni contrastanti tra i leader dei Paesi membri. In Italia, ad esempio, il ministro Matteo Salvini ha espresso cautela, sottolineando la necessità di «valutare con attenzione per evitare salti in avanti» in un contesto già estremamente delicato.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.