Guerra Ucraina - Russia, la notte di raid prima del vertice Usa-Ucraina in Svizzera

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Nelle ore immediatamente precedenti all’incontro tra i rappresentanti di Kiev e Washington previsto a Ginevra, l’esercito russo ha scatenato un attacco combinato contro diverse città ucraine, mirando nel cuore della notte a infrastrutture civili e condomini, un’azione che ha provocato feriti e danni estesi. Non è la prima volta, del resto, che Mosca intensifica la pressione militare alla vigilia di appuntamenti diplomatici cruciali, quasi a voler dettare l’agenda dal campo di battaglia mentre i negoziatori si preparano a discutere il futuro del conflitto. I sistemi di difesa aerea ucraini sono entrati in funzione già alle prime luci dell’alba, come confermato dal capo dell'amministrazione militare di Kiev, Tymur Tkachenko, segnalando l’avvicinarsi di missili balistici e droni verso la capitale, dove poi sono state registrate esplosioni nei distretti di Holosiivskyi e Pecherskyi, con roghi divampati in alcune abitazioni private.

L’offensiva russa tra est e sud, obiettivo civile prima dei colloqui

Il bilancio dell’offensiva, che si è abbattuta con particolare violenza su Kharkiv e Zaporizhzhia, parla di almeno una ventina di feriti, tra cui un bambino di sette anni, e di danni ingenti a infrastrutture critiche che, in piena stagione invernale, hanno lasciato centinaia di famiglie senza riscaldamento. Nel dettaglio, le autorità locali hanno riferito di un attacco condotto con una combinazione di missili e diciassette droni Shayad sulla città di Kharkiv, con impatti nei distretti di Shevchenkivskyi, Kyivskyi, Saltivskyi e Slobidskyi che hanno lesionato gravemente un edificio residenziale -4. Più a sud, il governatore di Zaporizhzhia, Ivan Fedorov, ha documentato la situazione drammatica post-bombardamento, con diversi piani di un palazzo avvolti dalle fiamme e una persona rimasta intrappolata all’interno, mentre un centro commerciale e alcune abitazioni private sono state letteralmente squarciate dalle esplosioni -1. Non sono mancati, inoltre, attacchi a Kryvyi Rih, dove un uomo di 89 anni e una donna di 82 sono rimasti feriti a causa di un incendio divampato in un grattacielo residenziale colpito durante la notte.

La diplomazia al lavoro, Trump sente Zelensky e fissa il trilaterale

Proprio mentre risuonavano le sirene antiaeree, la macchina diplomatica statunitense e ucraina era già in moto per definire gli ultimi dettagli dell’incontro odierno. Donald Trump, rompendo un silenzio che nel quarto anniversario dell’invasione era parso assordante, ha telefonato a Volodymyr Zelensky in una conversazione della durata di mezz'ora alla quale hanno preso parte anche i suoi inviati speciali, Steve Witkoff e Jared Kushner, figure chiave nella gestione delle crisi internazionali per l’amministrazione americana -2. Durante il colloquio, come riportato dallo stesso leader ucraino, si sono gettate le basi per l’incontro odierno a Ginevra – dove il capo negoziatore Rustem Umerov incontrerà i due rappresentanti di Washington – e si è discusso della preparazione del successivo vertice trilaterale che, includendo anche Mosca, dovrebbe tenersi ai primi di marzo. Un passaggio, questo, che Zelensky ritiene propedeutico a un successivo confronto diretto tra leader, unica strada, a suo dire, per districare i nodi più complessi e porre fine alla guerra, un’impostazione che il presidente americano avrebbe mostrato di condividere.

Il nodo del Donbass e il pressing europeo tra fondi e veti ungheresi

Sul tavolo delle prossime trattative, oltre allo scambio di prigionieri e al cosiddetto “pacchetto di prosperità” per la ricostruzione, resta centrale il destino del Donbass, con Mosca che continua a insistere per il controllo totale delle regioni di Donetsk e Lugansk, una richiesta finora categoricamente respinta da Kiev. Dall’altra parte, l’Unione Europea cerca di tenere alta la pressione su più fronti: se da un lato Bruxelles accelera sulle procedure per divenire membro fondatore della commissione internazionale per il risarcimento dei danni di guerra causati dalla Russia, dall’altro deve fare i conti con il consueto veto dell’Ungheria di Viktor Orbán, che continua a bloccare lo sblocco di un prestito da novanta miliardi destinato a Kiev, accusando peraltro l’Ucraina di preparare azioni volte a minare la sicurezza del proprio sistema energetico -6.

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