Udinese, dopo 39 anni finisce l’era Pozzo: il club passa a un fondo americano
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Redazione Sport
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Un capitolo che si chiude, un altro che si apre. L’Udinese, dopo quasi quattro decenni sotto la guida della famiglia Pozzo, cambia proprietà. La società friulana è stata ceduta a un fondo di investimento statunitense, con sede a New York, per una cifra vicina ai 150 milioni di euro. L’accordo, stando alle indiscrezioni, sarebbe già stato siglato nei giorni scorsi, anche se l’identità precisa dei nuovi proprietari sarà resa nota soltanto nelle prossime ore.
La notizia, rimbalzata in serata attraverso la Tgr Rai del Friuli-Venezia Giulia e confermata da fonti interne al club, ha scosso una città che da sempre identifica il proprio orgoglio sportivo con i Pozzo. Giampaolo, fondatore di questa lunga epopea, e il figlio Gino, che negli ultimi anni ne ha gestito le strategie con un approccio sempre più internazionale, lasciano dunque la squadra dopo averla portata per trenta stagioni consecutive in Serie A e averle garantito uno stadio di proprietà.
Proprio Gino Pozzo, trasferitosi stabilmente in Italia dopo anni trascorsi a Londra, avrebbe seguito personalmente le trattative, accelerando negli ultimi mesi un passaggio di consegne che ormai circolava da tempo nei corridoi del calcio italiano. La cifra, seppur lontana dai valori stratosferici di altri club, riflette un’operazione che punta a rilanciare un progetto con solide radici ma bisognoso di nuovi stimoli.
Quello che resta, al di là dei numeri, è il segno lasciato da un’epoca in cui l’Udinese è stata esempio di stabilità e crescita, capace di competere in Europa e di valorizzare talenti poi approdati ai grandi campionati. Ora, con l’arrivo del fondo americano, si apre una fase di transizione che dovrà misurarsi con le aspettative di una tifoseria abituata a riconoscersi in una gestione familiare.




