Elezioni in Svezia, seggi aperti per un voto che vale una svolta
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Esteri
-
Le urne svedesi si sono aperte questa mattina alle 8:00 e resteranno operative fino alle 20:00, quando due exit poll restituiranno le prime indicazioni su un esito che appare quanto mai incerto. I risultati parziali più attendibili, come da prassi, arriveranno qualche ora più tardi, quando lo spoglio procederà in modo più consistente.
Due blocchi separati da un soffio
A contendersi la guida del paese sono due coalizioni contrapposte. Da un lato il centrodestra del primo ministro uscente Ulf Kristersson, che guida una coalizione quadripartitica composta da Moderati, Cristiano Democratici, Liberali e Democratici Svedesi; dall'altro il centrosinistra guidato da Magdalena Andersson, ex premier tra il 2021 e il 2022 e prima donna a ricoprire quell'incarico, sostenuta da Socialdemocratici, Verdi, Sinistra e Centro.
I sondaggi degli ultimi giorni hanno progressivamente ridotto il vantaggio dell'opposizione, fino a renderlo quasi impercettibile: secondo una rilevazione Ipsos, la distanza tra i blocchi sarebbe di appena 0,3 punti percentuali, con il centrosinistra accreditato di 175 seggi contro i 174 della destra.
Il partito che nessuno voleva e che ora può entrare in governo
Il vero elemento di discontinuità di questa tornata elettorale è rappresentato dai Democratici Svedesi, formazione di estrema destra che dal 2022 sostiene dall'esterno l'esecutivo di Kristersson senza esprimere ministri, ma che ora potrebbe varcare per la prima volta la soglia di Palazzo. Il loro ingresso nell'esecutivo, fortemente voluto dal leader Jimmie Åkesson e reso possibile dal venir meno dell'opposizione dei Liberali, segnerebbe un punto di rottura nella storia politica del paese scandinavo.
Fondato alla fine degli anni Ottanta da esponenti legati ad ambienti neonazisti, il partito ha avviato negli ultimi due decenni un percorso di normalizzazione formale, espellendo i membri più compromettenti e imponendo una disciplina rigorosa, senza tuttavia abbandonare la linea dura su immigrazione e identità nazionale. Alle elezioni del 2022 aveva raccolto il 20,54 per cento dei consensi, diventando la seconda forza del paese.
Sanità, criminalità e immigrazione al centro della campagna
La campagna elettorale si è concentrata su temi economici e sociali, con la sanità che rimane la preoccupazione principale degli elettori: secondo un sondaggio SVT/Verian pubblicato il 20 agosto, il 64 per cento degli intervistati la considera una delle questioni politiche più importanti, in crescita rispetto al 55 per cento di maggio. I Moderati propongono di ridurre da 90 a 30 giorni la garanzia sui tempi di attesa per le cure, mentre i Socialdemocratici promettono di aumentare i finanziamenti sanitari in linea con l'inflazione.
Sul fronte della sicurezza, il governo uscente rivendica i risultati ottenuti nella repressione delle bande criminali, con un calo significativo degli omicidi e degli attentati dinamitardi che per oltre un decennio avevano insanguinato il paese, e un numero di richieste d'asilo sceso ai minimi storici.
Un sistema elettorale proporzionale e una soglia decisiva
Il Riksdag, il parlamento monocamerale svedese, è composto da 349 membri eletti con sistema proporzionale per un mandato di quattro anni. Alle elezioni partecipano anche i cittadini chiamati a rinnovare le assemblee regionali e municipali. La soglia di sbarramento è fissata al 4 per cento su scala nazionale: un partito che non la raggiunge non entra in parlamento.
La partita si gioca anche su questo dettaglio tecnico, perché i Liberali, alleati di Kristersson, sono dati dai sondaggi intorno a quel valore e la loro eventuale esclusione indebolirebbe in modo significativo l'intero blocco di centrodestra. Il primo ministro non viene eletto direttamente dai cittadini: spetta al presidente del Riksdag nominare un candidato, che viene approvato a meno che almeno 175 deputati votino contro.
Una tornata elettorale che pesa anche fuori dai confini
L'eventuale ingresso dei Democratici Svedesi nel governo avrebbe ripercussioni che andrebbero oltre i confini nazionali, inserendosi in una tendenza continentale che ha visto le forze di destra radicale guadagnare terreno in diverse elezioni recenti.
Durante la campagna elettorale si sono registrate anche controversie interne al partito di Åkesson: un funzionario è stato accusato di aver diffuso messaggi filo-russi sui social network, circostanza sulla quale il leader ha annunciato un'indagine interna mentre Kristersson ha dichiarato che, qualora le accuse fossero confermate, il responsabile dovrebbe essere allontanato.
Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.
