Festa di San Biagio tra devozione, tradizione e giovani. Benedizioni alla gola e panettone avanzato.
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Redazione Interno
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La solennità di San Biagio, vescovo e martire armeno vissuto tra il III e il IV secolo, venerato come protettore dalla gola, ha animato oggi, 3 febbraio, riti e tradizioni in diverse parti d'Italia, unendo preghiera collettiva e consuetudini popolari in una giornata dal forte carattere identitario. Le celebrazioni, che si sono svolte nel rigoroso rispetto delle disposizioni, hanno offerto momenti di partecipazione sia in presenza sia a distanza, grazie all'impiego delle trasmissioni radiofoniche e dello streaming video, soluzioni che hanno permesso a chiunque di unirsi spiritualmente agli eventi non potendo fisicamente presenziare.
Il calendario liturgico a Codogno e il messaggio ai giovani
A Codogno, città di cui San Biagio è patrono, la giornata è stata articolata in una serie di appuntamenti che hanno coinvolto le autorità civili e religiose. Dopo la messa delle 8 con la tradizionale benedizione della gola, si è tenuto, alle 10.15, l'omaggio della Municipalità nella chiesa parrocchiale dedicata al Santo e alla Beata Vergine Immacolata. In quell'occasione, il sindaco Francesco Passerini ha posto un accento particolare sul ruolo delle nuove generazioni, definite senza mezzi termini "linfa del territorio", sottolineandone l'importanza all'interno del tessuto sociale. Le celebrazioni sono proseguite poi con la messa pontificale officiata alle 11 dal vescovo di Lodi, monsignor Maurizio Malvestiti, per concludersi nel pomeriggio con i secondi vespri solenni e un'ulteriore messa alle 18.
La fila dei devoti a Pompei e l'antica formula
Contemporaneamente, nel santuario della Beata Vergine del Santo Rosario di Pompei, centinaia di fedeli hanno pazientemente atteso il proprio turno in fila per ricevere la benedizione contro i mali della gola. La formula, ripetuta dai sacerdoti nel corso di tutte le celebrazioni della giornata, recita: "Per l’intercessione di San Biagio, vescovo e martire, Dio ti liberi dal mal di gola e da ogni altro male". Una preghiera antica, che invoca l'aiuto del martire, e che ogni anno richiama persone bisognose di conforto o semplicemente desiderose di perpetuare un gesto di fede radicato nella memoria collettiva.
La tradizione milanese del "panettone di San Biagio"
La devozione per il Santo, tuttavia, non si esprime solo attraverso i riti strettamente religiosi, ma si intreccia con usanze gastronomiche che parlano di storia locale. A Milano e in gran parte della Lombardia, infatti, il 3 febbraio segna la data in cui si consuma ritualmente l'ultimo panettone avanzato dalle festività natalizie. "Prendiamo il panettone e lo portiamo subito a benedire", è la prassi che molte famiglie seguono, trasformando il dolce simbolo del Natale in un oggetto benedetto che chiude il ciclo delle feste. Questa consuetudine, oltre a rappresentare un atto di devozione, costituisce un modo per non sprecare il cibo e per legare un momento di fede a un gesto quotidiano e familiare, mantenendo viva una pratica che si tramanda di generazione in generazione.




