San Rocco, tra devozione e tradizione nei borghi italiani
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Redazione Interno
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La festa di San Rocco, che ogni anno si celebra il 16 agosto, ha riunito ieri fedeli e curiosi in diverse località, confermando la persistenza di un culto radicato nel tempo, soprattutto nelle piccole realtà rurali. A guidare le celebrazioni nel santuario a lui dedicato, nel cuore di una frazione sotto la giurisdizione della diocesi di Lodi, è stato il vescovo Maurizio Malvestiti, che ha presieduto la messa solenne alle 18, richiamando non solo gli abitanti del posto ma anche quelli dei paesi limitrofi.
San Rocco, nato tra il 1345 e il 1350 a Montpellier, è da secoli invocato come protettore contro le epidemie, un ruolo che lo ha reso centrale nel Medioevo e che ancora oggi lo lega a medici, soccorritori e contadini. La sua figura, sebbene in parte avvolta nel mistero, continua a essere simbolo di speranza, specie in momenti di crisi. Non a caso, la sua devozione si è riaffermata con forza negli ultimi anni, in un periodo segnato da emergenze sanitarie globali.
A Ravellino, frazione di Colle Brianza, i festeggiamenti – organizzati dal PST Real Brianza insieme alla Parrocchia e al Comune – sono iniziati già martedì 12 agosto con una processione dalla piazza principale fino alla cappelletta del santo, accompagnata dalla benedizione dei campi, gesto che sottolinea il legame tra spiritualità e vita agricola. A Trani, invece, i momenti culminanti si sono svolti ieri con il rosario comunitario e la messa solenne officiata dall’arcivescovo Leonardo D’Ascenzo, durante la quale è avvenuta la tradizionale distribuzione del pane, simbolo di condivisione e protezione.




