Putin e Trump, un dialogo a distanza sulle relazioni Usa-Russia
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Redazione Esteri
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Il presidente russo Vladimir Putin ha dichiarato di attendersi un ripristino completo dei rapporti con gli Stati Uniti, definendo l’incontro in Alaska un “primo passo” significativo. «Spero vivamente che questi primi passi siano solo l’inizio», ha affermato il capo del Cremlino, pur sottolineando come l’onere della prosecuzione di questo processo ricada principalmente sulla controparte occidentale. «Gli Stati Uniti sono vincolati da obblighi nell’ambito di varie organizzazioni, incluso il blocco nordatlantico», ha precisato Putin, lasciando intendere che la palla sia ora nel campo di Washington.
Dall’altra parte dell’oceano, il presidente Donald Trump ha replicato con la sua proverbiale schiettezza, ridimensionando con una battuta le aspettative del leader russo. «Gli do altre due settimane», ha commentato, in una frase che racchiude tutto il suo stile improntato a un pragmatismo spesso imprevedibile. Questa immediata risposta, sebbene apparentemente informale, delinea una trattativa ancora in una fase embrionale, dove le posizioni devono essere ancora calibrate.
Sullo sfondo di questo dialogo a distanza persiste il conflitto in Ucraina, il vero nodo irrisolto delle relazioni tra Mosca e Washington. Putin, nel corso di un incontro con i lavoratori del settore nucleare a Sarov, ha ribadito la posizione russa, affermando che la Russia “sta facendo tutto il possibile per fermare la guerra”. Una guerra che, secondo la sua ricostruzione, non sarebbe iniziata con l’invasione su larga scala del 2022, ma ben otto anni prima, nel 2014, con le operazioni militari ucraine nel Donbass




