Trump avverte Putin: "Sanzioni se ci prende in giro". Dopo l'incontro con Zelensky, tensione Usa-Russia
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Redazione Esteri
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L’inatteso bilaterale tra Donald Trump e Volodymyr Zelensky, avvenuto ai margini dei funerali di papa Francesco nella basilica di San Pietro, ha segnato una tregua – seppur temporanea – nelle frizioni tra Washington e Kiev. Definito "molto produttivo" dallo stesso presidente americano, il colloquio ha però lasciato spazio a un’altra, più aspra dichiarazione: l’avvertimento a Vladimir Putin. "Se mi sta prendendo in giro", ha scritto Trump in un post sui social, "la Russia affronterà nuove sanzioni". Un messaggio diretto, che ribalta i toni concilianti degli ultimi mesi e riaccende le tensioni tra le due potenze.
L’episodio si inserisce in un contesto già fragile, dove le relazioni tra Stati Uniti e Unione Europea – un tempo alleati strategici – si sono logorate su più fronti. Dall’annosa questione dei dazi, che rischia di trasformarsi in una guerra commerciale, alle divergenze sulla gestione del conflitto ucraino, fino alle ambizioni territoriali su Canada e Groenlandia: l’amministrazione Trump ha impresso una svolta radicale alla politica estera americana, lasciando gli europei in bilico tra diffidenza e tentativi di mediazione.
Proprio riguardo all’Ucraina, il presidente americano ha espresso dubbi sulle reali intenzioni di Mosca. "Putin mi fa pensare che non voglia mettere fine alla guerra", ha aggiunto, lasciando trapelare un’insolita frustrazione. Se nelle scorse settimane si era parlato di un possibile disgelo, con trattative informali per una tregua, ora la retorica si fa più dura. Resta da capire se si tratti di una mossa negoziale o di un reale cambio di rotta. Intanto, il Cremlino non ha ancora risposto.




