Trump annuncia l'accordo con Kiev sulle terre rare, ma i colloqui Usa-Russia restano in stallo
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Redazione Esteri
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Donald Trump ha confermato che gli Stati Uniti hanno raggiunto un'intesa con l'Ucraina per lo sfruttamento delle cosiddette "terre rare", minerali essenziali per l'industria tecnologica e militare. «L'accordo è quasi completo», ha dichiarato il presidente americano durante un incontro con i suoi collaboratori, lasciando intendere che la firma potrebbe avvenire a breve. Sebbene i dettagli non siano stati resi pubblici, fonti vicine alla trattativa suggeriscono che Washington potrebbe acquisire diritti su alcune infrastrutture strategiche, tra cui centrali elettriche, per garantirne la gestione in un contesto ancora segnato dalla guerra.
Nel frattempo, i colloqui tra delegazioni statunitensi e russe a Riad, durati dodici ore senza risultati immediati, hanno evidenziato le difficoltà nel trovare un equilibrio su questioni cruciali. Oltre alle linee di demarcazione territoriale, al centro del dibattito ci sono la proprietà degli impianti energetici e la sicurezza della navigazione nel Mar Nero, dove gli attacchi alle rotte commerciali hanno aggravato le tensioni. Trump, pur senza entrare nei particolari, ha ribadito che entrambe le parti mostrano «la volontà di risolvere il conflitto», anche se le divergenze restano profonde.
Mentre Kiev cerca di preservare la propria sovranità sulle risorse nazionali, Mosca insiste sul controllo delle regioni contese e delle infrastrutture chiave. La possibilità che gli Stati Uniti si assumano la gestione diretta di alcune centrali – ipotesi avanzata da alcuni esperti per garantire stabilità tecnica – complica ulteriormente il quadro. Intanto, l'annuncio di un prossimo comunicato congiunto tra Washington e il Cremlino lascia intravedere margini di trattativa, sebbene i tempi per una tregua appaiano ancora lontani.




