Turismo, 347mila nuovi stagionali e il bonus da 1.500 euro in busta paga

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Redazione Economia Redazione Economia   -   L’avvio della primavera, con i ponti festivi e l’approssimarsi di appuntamenti come Pasqua e Vinitaly, tradizionalmente segna il risveglio del settore turistico, e le previsioni per il trimestre che va da marzo a maggio 2026 confermano questa tendenza, sebbene con qualche discontinuità a livello locale. Secondo i dati del sistema informativo Excelsior di Unioncamere e ministero del Lavoro, presentati a Roma in occasione di FareTurismo, le imprese del comparto, tra alberghi, ristoranti e stabilimenti termali, programmano di stipulare oltre 347mila contratti, concentrati prevalentemente nei servizi di alloggio e ristorazione. Nel solo mese di marzo le assunzioni stimate si aggirano attorno alle 97mila unità, facendo registrare un incremento del 3,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, un dato che restituisce la fotografia di un comparto che continua ad assorbire manodopera nonostante le difficoltà di reperimento segnalate da quasi la metà delle aziende.

Ad arricchire il quadro occupazionale, per chi verrà assunto nel corso del 2026, c’è una novità concreta che andrà a incidere direttamente sul netto in busta paga. Si tratta della conferma, prevista dall’ultima legge di Bilancio, della detassazione per il lavoro straordinario, quello notturno e le prestazioni rese nei giorni festivi. La misura, valida fino al prossimo 30 settembre, introduce un trattamento integrativo speciale pari al 15% delle retribuzioni lorde corrisposte per queste specifiche tipologie di prestazione, che si traduce in un importo aggiuntivo esente da imposte per i dipendenti di bar, ristoranti, strutture ricettive e stabilimenti termali.

Il meccanismo dell'agevolazione e la differenza con la flat tax

Il funzionamento di questo bonus, che mira a sostenere il reddito dei lavoratori in un settore caratterizzato da forte stagionalità e discontinuità, è subordinato al rispetto di alcune condizioni precise e a una procedura che richiede l’iniziativa del dipendente. A differenza di quanto avviene per altre agevolazioni, come la flat tax sulle mance che spesso viene applicata d’ufficio, il trattamento integrativo speciale va espressamente richiesto al proprio datore di lavoro tramite un’apposita domanda nella quale il lavoratore attesta, sotto la propria responsabilità, di non aver superato la soglia reddituale di 40mila euro nell’anno precedente. È importante sottolineare che la platea dei beneficiari è composta da coloro che operano negli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande e, più in generale, nell’intero comparto turismo, i quali sono stati esclusi dalla flat tax del 15% su notturni e straordinari proprio per evitare un cumulo di agevolazioni sulle stesse voci retributive.

Ricevuta la richiesta, spetta poi all’azienda inserire l’integrazione in busta paga, recuperando le somme anticipate in compensazione tramite appositi codici tributo, per poi darne evidenza nella Certificazione Unica di fine anno. L’obiettivo, come emerge dalle relazioni tecniche che accompagnano la misura, è quello di aumentare il potere d’acquisto effettivo dei lavoratori nei periodi di massimo afflusso turistico, quando l’organizzazione del lavoro si contraddistingue per turnazioni prolungate e per prestazioni continuative che spesso si svolgono in giorni, come domeniche e festività, normalmente destinati al riposo.

Le dinamiche del mercato del lavoro e le criticità locali

Se a livello nazionale i numeri parlano di un settore in salute, con una crescita delle entrate programmate che tra il 2022 e il 2025 ha fatto segnare un +19%, arrivando a superare il milione di unità, lo scenario provinciale presenta alcune ombre. In province come quella veronese, tradizionalmente vocata al turismo anche per la presenza di fiere di rilevanza internazionale, le assunzioni programmate per il trimestre primaverile non raggiungono i livelli dello scorso anno, proseguendo un trend di rallentamento che si registra ormai dallo scorso settembre. Una situazione che fotografa una certa cautela da parte delle imprese, le quali, mese dopo mese, cercano meno collaboratori rispetto al passato, nonostante l’avvicinarsi di eventi come Pasqua e Vinitaly che solitamente fanno impennare la domanda.

A livello nazionale, a preoccupare gli imprenditori è soprattutto il mismatch tra domanda e offerta di lavoro, una difficoltà di reperimento che per figure chiave come cuochi, camerieri e baristi supera il 50% e in alcuni casi arriva a toccare punte del 60% a causa della mancanza di candidati. Per far fronte a questa carenza cronica di personale, molte aziende stanno modificando le proprie strategie di reclutamento: quasi la metà delle imprese, stando all’indagine Excelsior, sceglie di assumere profili con competenze affini a quelle ricercate per poi formarli internamente, mentre una quota minore, circa un quarto del totale, prova a rendere più attrattive le posizioni aperte agendo sulla leva retributiva, aumentando gli stipendi per attirare talenti in un mercato del lavoro sempre più competitivo.

Il quadro normativo e le scadenze per i lavoratori

Per quanto riguarda gli aspetti prettamente operativi del bonus, l’Agenzia delle Entrate, con una circolare dello scorso febbraio, ha fornito chiarimenti in merito all’ambito di applicazione della tassazione agevolata introdotta dalla Legge di Bilancio 2026, specificando che l’imposta sostitutiva con aliquota al 15% non si applica alle somme erogate in base ad accordi territoriali o aziendali, né agli istituti retributivi indiretti come quelli legati ad assenze per malattia o infortunio. Il limite massimo di imponibile agevolabile su cui calcolare il beneficio è fissato a 1.500 euro annui, una franchigia oltre la quale le maggiorazioni tornano a essere tassate con le regole ordinarie.

Rimane, quindi, fondamentale per i lavoratori stagionali, che spesso si trovano ad avere più rapporti di lavoro nel corso dell’anno, comunicare ai datori di lavoro l’eventuale insussistenza del diritto o l’ammontare di somme già percepite a questo Titolo, onde evitare di superare il plafond annuale previsto dalla norma. La finestra temporale per maturare il diritto al trattamento integrativo, lo ricordiamo, è fissata dal 1° gennaio al 30 settembre 2026, anche se la materiale erogazione in busta paga può avvenire in un momento successivo, purché sempre entro i termini del conguaglio di fine anno.

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