Milan, Cardinale cerca l'Head of Football: da Krösche a Boto, il casting per la nuova figura dirigenziale

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Gerry Cardinale non ha alcuna intenzione di lasciare il Milan in una zona grigia. Dopo aver preso in mano le redini del club in prima persona, il proprietario rossonero sta lavorando per completare l'organigramma con un profilo che manca ormai da mesi: un Head of Football, un dirigente di alto livello capace di supervisionare l'intera area tecnica e di affiancare l'allenatore Ruben Amorim nella gestione quotidiana.

La necessità è emersa con chiarezza dopo la rivoluzione dello scorso maggio, quando la mancata qualificazione in Champions League ha portato a un azzeramento della dirigenza: via l'amministratore delegato Giorgio Furlani, il direttore sportivo Igli Tare, il direttore tecnico Geoffrey Moncada e l'allenatore Massimiliano Allegri. Cardinale ha promosso le risorse interne rimaste, ma il quadro dirigenziale è rimasto incompleto.

Il profilo che manca a Milanello

La figura dell'Head of Football non sarà un semplice consulente. Secondo quanto emerso, avrà compiti molto ampi: dovrà fare da collante tra il gruppo di lavoro che ha gestito il mercato estivo e l'allenatore portoghese, supervisionare la quotidianità di Milanello e occuparsi direttamente delle dinamiche di spogliatoio. Non si tratterà di un ruolo decorativo, ma di un vero e proprio referente tecnico che respiri l'aria del centro sportivo ogni giorno.

L'obiettivo dichiarato è alleggerire il carico organizzativo dell'allenatore, che in questa prima parte di stagione ha dovuto gestire da solo un ambiente complesso e una rosa ancora in costruzione. Amorim ha spiegato recentemente come la sua squadra sia ancora in fase di rodaggio: «Siamo ancora in fase di costruzione, soprattutto in fase di possesso».

I candidati in lizza

Il nome in cima alla lista rimane quello di Markus Krösche, attuale direttore sportivo dell'Eintracht Francoforte. Il dirigente tedesco, che ha un contratto fino al 2028 con il club tedesco, era già stato cercato la scorsa estate, quando l'operazione era a un passo dalla conclusione prima di naufragare per l'opposizione della società tedesca. Krösche ha costruito a Francoforte una reputazione solida, con la vittoria dell'Europa League e il ritorno in Champions League, ma in Germania si continua a parlare di un possibile addio anticipato.

Accanto al suo nome circolano altri due profili internazionali: José Boto, responsabile dell'area tecnica del Flamengo, e Devin Özek, con un passato al Bayer Leverkusen e al Fenerbahçe.

La posizione di Ibrahimovic

In tutto questo, Zlatan Ibrahimovic resta un osservatore privilegiato, ma non un dirigente operativo. Lo svedese, senior advisor di RedBird, è tornato a Milanello dopo oltre sei mesi di assenza, seguendo l'allenamento della squadra di Amorim e assistendo poi alla partita di Europa League contro il Benfica. Il suo ruolo, però, non prevede un ritorno in prima persona nella gestione del club: la cabina di comando è saldamente nelle mani di Cardinale.

Il suo peso specifico all'interno del progetto rimane comunque rilevante, soprattutto nelle scelte strategiche di lungo periodo.

La tempistica e le urgenze di gennaio

La scelta del nuovo Head of Football non è solo una questione di immagine. Il Milan si avvicina alla sessione invernale di mercato con la necessità di rinforzare l'organico e di gestire le operazioni in entrata e in uscita con una regia tecnica più solida. Cardinale ha già sperimentato una riorganizzazione interna promuovendo Hendrik Almstadt e Bobby Gardiner, ma quella soluzione non ha fornito la struttura che il proprietario ritiene necessaria.

L'introduzione di un dirigente di campo rappresenta un passo ulteriore verso un modello organizzativo più definito, con ruoli e responsabilità chiare. La scelta del profilo giusto determinerà la qualità del rapporto tra proprietà, area tecnica e panchina per il resto della stagione.

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