Milan in alto mare: salta Krösche, si riapre il casting dirigenziale

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Milan in alto mare dopo i rifiuti arrivati da Markus Krösche e Timmo Hardung, con il club rossonero che si ritrova ancora senza guida per l’area sportiva mentre il progetto di riorganizzazione resta incompleto. Il quadro viene descritto dal Corriere dello Sport, che evidenzia come i due dirigenti tedeschi non saranno parte del nuovo assetto tecnico del club, bloccati dalla decisione dell’Eintracht Francoforte di non aprire alla loro partenza. Nel frattempo la proprietà guidata da Gerry Cardinale continua a lavorare sull’idea di un “ceo of football”, figura centrale nella nuova struttura. La situazione si complica ulteriormente perché, dopo la scelta dell’allenatore Ruben Amorim, manca ancora il tassello decisivo per completare l’organigramma.

Direzione sportiva senza guida dopo i rifiuti dall’Eintracht

Il nodo principale riguarda proprio la direzione sportiva, rimasta scoperta dopo il blocco imposto dall’Eintracht Francoforte, che ha fermato ogni possibilità di trattativa per liberare Markus Krösche e Timmo Hardung. I due dirigenti erano stati individuati come profili centrali per costruire la nuova area tecnica, rispettivamente nelle posizioni di direttore tecnico e direttore sportivo, ma la risposta del club tedesco ha interrotto il processo. Secondo quanto riportato dal Corriere dello Sport, la decisione sarebbe maturata anche per ragioni organizzative interne oltre che per una posizione di principio sulle trattative. Il Milan si ritrova così a riaprire il casting per individuare nuove figure, con l’obiettivo di dare stabilità a un progetto che resta ancora in fase di definizione.

In questo scenario si inserisce anche l’idea, già circolata nei piani alti del club, di una struttura dirigenziale più verticale, guidata da un “ceo of football” voluto da Gerry Cardinale. L’obiettivo sarebbe quello di accorpare responsabilità strategiche e sportive sotto un’unica figura di coordinamento, ma senza i profili inizialmente individuati il progetto rischia di subire rallentamenti. La ricerca, a questo punto, potrebbe spostarsi anche su mercati alternativi, compreso quello dei dirigenti attualmente svincolati. Il tempo però diventa un fattore sempre più rilevante, considerando la prossima fase di preparazione estiva e l’avvicinarsi del raduno a Milanello previsto per il 12 luglio.

Amorim già scelto, ma l’area tecnica resta incompleta

Il primo tassello del nuovo corso rossonero è stato già definito con l’arrivo di Ruben Amorim, indicato come guida tecnica della squadra. La sua nomina, però, non ha ancora trovato un completamento coerente sul piano dirigenziale, lasciando un vuoto proprio nell’area che dovrebbe supportare le scelte sportive quotidiane. La situazione evidenzia una costruzione ancora parziale dell’organigramma, dove l’allenatore è stato definito prima della struttura che dovrebbe affiancarlo nella gestione del mercato e delle strategie.

Il piano iniziale prevedeva una rapida definizione di tutte le figure chiave, ma i rifiuti di Krösche e Hardung hanno modificato i tempi e le priorità. Ora il Milan è costretto a ripensare le opzioni disponibili, mantenendo però invariata la volontà di affidare a una figura centrale la supervisione dell’intera area sportiva. In questo contesto, la distanza tra progettazione e operatività appare evidente, con un assetto ancora in costruzione mentre la stagione si avvicina rapidamente alla fase di preparazione.

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