Il casting per il dopo Ibrahimovic si infittisce, ma il nodo Krösche resta un rebus per il Milan
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Sport
-
A Milano, dopo aver ufficialmente imbrigliato la questione tecnica con l'ingaggio di Ruben Amorim, il quale firmerà il contratto che lo legherà al club rossonero nelle prossime ore, il direttorio di via Aldo Rossi si trova ora a dover districare una matassa ben più ingarbugliata sul fronte dirigenziale.
Perché se è vero che la corsa per la poltrona di head of football sembrava essersi ristretta a un testa a testa tra il manager del Fenerbahce, Devin Ozek, e il più blasonato Markus Krösche, è altrettanto vero che la pista che conduce al dirigente dell'Eintracht Francoforte si è improvvisamente infranta contro un muro di silenzio e dichiarazioni al vetriolo provenienti dalla Germania.
La fumata bianca, insomma, che solo pochi giorni fa appariva all'orizzonte per l'architetto del rilancio delle aquile, si è trasformata in un colpo di scena che rimette tutto in discussione, gettando nello sconcerto un ambiente che già viveva l'atmosfera di vigilia per il nuovo corso post-Allegri.
La dichiarazione del presidente che gela le trattative
Il fulmine a ciel sereno è arrivato, come spesso accade in queste operazioni di mercato delle poltrone, direttamente dalla voce del numero uno dell'Eintracht, il presidente che ha tuonato con una durezza che lascia poco spazio a interpretazioni: "Nessuno ci ha contattato". Una frase, quest'ultima, che suona come una sonora smentita alle voci di un accordo verbale già trovato tra il Milan e il diretto interessato, voci che avevano alimentato l'ottimismo dei tifosi e dei cronisti sportivi nelle ultime settimane.
La presa di posizione del massimo dirigente tedesco, perentoria e secca, non solo getta un'ombra di profondo scetticismo sulla reale fattibilità dell'operazione, ma costringe inevitabilmente la dirigenza rossonera a fare un passo indietro e a riconsiderare l'intera strategia per la sostituzione di chi, fino a ieri, occupava quella posizione chiave.
Se da un lato il Milan aveva già messo nero su bianco l'accordo con Amorim, forte della fiducia riposta nel progetto e nella capacità di attrarre profili di altissimo livello, dall'altro l'ostacolo rappresentato dall'Eintracht Francoforte si sta rivelando più alto del previsto, un vero e proprio muro di gomma contro cui si infrangono i sogni di rinnovamento della società di San Siro.
L'arte delle plusvalenze secondo la coppia Krösche-Hardung
Per comprendere appieno le ragioni di un simile interesse, che spinge il Milan a non mollare la presa nonostante le difficoltà, occorre necessariamente analizzare il curriculum e i metodi di lavoro del tandem che, in questi anni, ha trasformato il club di Francoforte in una macchina da guerra in termini di plusvalenze e capacità di scouting.
Stiamo parlando, com'è noto, della coppia formata da Markus Krösche e Timmo Hardung, due figure che a Lipsia avevano già gettato le basi per un sodalizio vincente, sebbene con ruoli diversi: il primo nelle vesti di direttore sportivo, il secondo come una sorta di factotum del management e team manager.
La loro intesa, cementata sul campo e negli uffici della Red Bull Arena, ha prodotto frutti incredibili nell'ultimo biennio passato insieme a Francoforte, portando la squadra a vincere l'Europa League nel 2022 e a piazzare colpi di mercato che hanno fatto gridare al miracolo gli addetti ai lavori. Pensate, per esempio, all'operazione Nkunku, prelevato dal Psg per una cifra irrisoria, poco meno di venti milioni, per essere poi rigirato al Chelsea dopo l'addio di Krösche per una cifra tripla, sessanta milioni, che ha letteralmente gonfiato le casse del club tedesco.
Nella stessa finestra di mercato, inoltre, il dirigente riuscì nel piccolo capolavoro di riportare in Sassonia Lookman, un anno dopo la fine del suo prestito, dimostrando una capacità di negoziazione e una visione a lungo termine che vanno ben oltre la semplice compravendita di calciatori.
Un'indennizzo da definire e un presente di attesa
Eppure, nonostante l'evidente valore della coppia e la volontà espressa da entrambi di trasferire il proprio know-how a Milano, il nodo dell'indennizzo da corrispondere all'Eintracht per il rilascio dei due dirigenti resta un tasto dolente su cui si gioca gran parte delle sorti della trattativa.
Perché se è vero che esiste un accordo verbale di massima con Krösche e Hardung, i quali si stanno preparando psicologicamente e professionalmente al salto in Serie A, è altrettanto vero che il presidente della società tedesca, forte del contratto che lega i due professionisti al club, ha tutto l'interesse a non lasciarli partire se non a fronte di un corrispettivo economico che rispecchi il loro reale valore sul mercato dei dirigenti.
Il Milan, dal canto suo, sta studiando le carte per trovare una quadratura del cerchio che soddisfi le richieste del club di Francoforte senza però svenarsi, consapevole che affidare le sorti del proprio futuro sportivo a un duo così collaudato potrebbe rappresentare il vero colpo del secolo, superiore persino all'acquisto di un campione in campo.
Resta inteso, quindi, che le prossime ore saranno cruciali per capire se il muro eretto dal presidente verrà abbattuto dalla diplomazia e dalla forza economica del Milan, o se invece si dovrà ripiegare sull'alternativa rappresentata da Ozek, una soluzione che, per quanto valida, non possiede lo stesso fascino e la stessa comprovata esperienza nel costruire cicli vincenti partendo dal nulla.
Il casting per il nuovo corso è entrato nel vivo, e il copione, lungi dall'essere già scritto, si arricchisce di colpi di scena che terranno col fiato sospeso gli appassionati fino all'ultimo atto di questa lunga trattativa.




