Juve, spunta Retegui nel casting per l’attacco: contatti con Ottolini e il nodo Vlahovic
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Redazione Sport
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La planimetria del futuro reparto offensivo juventino, in questi giorni di valutazioni incrociate tra esigenze di bilancio e ambizioni tecniche, sembra essersi improvvisamente arricchita di una variabile imprevista, destinata a scardinare le gerarchie precostituite. Perché se da un lato la priorità assoluta, lo si ripete con insistenza tra gli uffici della Continassa, rimane quella di trovare un’intesa per il prolungamento del contratto di Dusan Vlahovic – il serbo, il cui legame con il club scadrà a giugno, rappresenta ancora la prima scelta sul tavolo – dall’altro è emersa con forza una pista che fino a pochi mesi fa appariva impraticabile. Si tratta di Mateo Retegui, l’italo-argentino che, dopo aver firmato un super contratto da oltre venti milioni di euro a stagione con l’Al-Qadisiya, sembrava aver voltato pagina definitivamente con il calcio italiano. E invece, complice forse il desiderio di tornare a giocare in un campionato più competitivo in vista dei prossimi impegni con la nazionale, la sua figura è tornata prepotentemente al centro del mercato.
Il ruolo di Spalletti e il filo diretto con Ottolini
Il movimento, stando a quanto si ricostruisce, è partito proprio dal fronte più vicino al giocatore: il padre dell’attaccante, che già in passato aveva avuto contatti con il Milan per sondare il terreno, ha avuto un colloquio diretto con Marco Ottolini, il direttore sportivo della Juventus. Un contatto che non è sfuggito a chi segue le dinamiche di mercato, soprattutto considerando il peso specifico dell’interlocutore. A fare da collante ideale in questa operazione, o quantomeno ad alimentare la suggestione, c’è anche la stima di Luciano Spalletti, il commissario tecnico della nazionale: il selezionatore, che ha sempre apprezzato le caratteristiche di Retegui, lo vede come un elemento utile nel suo scacchiere, e la prospettiva di ritrovarlo in Serie A – magari in un club di vertice come la Juventus – rappresenterebbe un valore aggiunto in ottica azzurra. Non si tratta, va detto, di una trattativa già definita, ma piuttosto di un sondaggio esplorativo: una di quelle occasioni che, come spesso accade nelle settimane di fuoco del calciomercato, piovono quasi dall’alto, mutate nelle loro stesse premesse da un contesto che evolve rapidamente.
La difficile partita del rinnovo e le alternative sul tavolo
La situazione che fa da sfondo a queste manovre è per certi versi paradossale. Il rinnovo di Vlahovic resta, come detto, l’obiettivo principale: la dirigenza bianconera ha intenzione di sedersi attorno a un tavolo con l’entourage del serbo per cercare di prolungare un rapporto che, in caso di fumata nera, si chiuderebbe con l’addio a parametro zero nel mese di giugno. Eppure, anche nell’eventualità – ritenuta possibile – di una fumata bianca, il club è consapevole di dover intervenire pesantemente sul fronte offensivo. La scorsa estate le piste che portavano a nomi come Jonathan David e Lois Openda, per quanto battute con insistenza, non avevano superato l’esame della concretezza, lasciando alla fine un reparto numericamente esiguo. Così oggi, al di là delle gerarchie ufficiali, il casting si è allargato: Retegui rappresenta un’opzione diversa rispetto al prototipo di punta pura che già si possiede, un giocatore capace di muoversi su tutto il fronte d’attacco, la cui esperienza in Arabia Saudita non ha intaccato la voglia di rimettersi in gioco in Italia.
L’intreccio di volontà e la dimensione economica dell’operazione
Ciò che rende concreta la possibilità di un ritorno, al di là della volontà espressa dal diretto interessato e dai suoi familiari, è la consapevolezza che una chance del genere potrebbe rivelarsi irripetibile. Il contratto faraonico firmato con il club saudita pone ovviamente delle barriere economiche non indifferenti, ma nel calcio di oggi le situazioni si sbloccano spesso attraverso la volontà del calciatore. E in questo caso, il desiderio di tornare a calcare i campi della Serie A – dove Retegui aveva iniziato a lasciare il segno – sembra essere una variabile di peso. L’interlocuzione con Ottolini, dunque, non è un semplice sondaggio estemporaneo, ma l’inizio di un ragionamento più articolato che la Juventus dovrà portare avanti in parallelo con la partita del rinnovo di Vlahovic. Un rompicapo, quest’ultimo, che tiene banco da mesi: se da una parte il club ha ereditato un ingaggio pesante dal precedente corso dirigenziale, dall’altra sa di non potersi permettere di perdere un calciatore di quella levatura senza aver prima assicurato un’alternativa di pari livello. E Retegui, in questo senso, si candida a essere non un semplice sostituto, ma un elemento capace di convivere con il serbo, allargando le opzioni a disposizione del prossimo allenatore.




