Milan, il casting per la panchina si infiamma: contatti diretti con Glasner
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Redazione Sport
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Giorni decisamente intensi per la dirigenza rossonera, impegnata su più fronti per ridisegnare l'assetto tecnico dopo una stagione da dimenticare. Il mancato accesso alla prossima Champions League – un colpo durissimo per le casse e per il morale – ha infatti innescato una profonda rivoluzione in casa Milan, portando ai saluti illustri di Massimiliano Allegri e di buona parte dell'area sportiva. In questo quadro di totale ricostruzione, il casting per il prossimo allenatore procede senza sosta, con diversi profili sul taccuino di Gerry Cardinale e di Zlatan Ibrahimovic.
L’effetto Rangnick e la suggestione del nome nuovo
Tra i nomi sondati nelle ultime ore, spicca quello di Oliver Glasner, tecnico austriaco fresco di trionfo nella finale di Conference League alla guida del Crystal Palace. Secondo quanto riportato dalla Gazzetta dello Sport, ci sarebbero stati già dei contatti diretti con la proprietà americana e con Ibrahimovic, i quali stanno valutando ogni opzione per rilanciare il club. Un elemento di forte interesse, questo, legato alla suggestione esercitata da Ralf Rangnick, attuale direttore dell'area tecnica della nazionale austriaca e figura centrale in questa transizione.
È proprio su suggerimento di Rangnick – che conosce Glasner dai tempi della comune esperienza al Red Bull Salisburgo – che il nome del 51enne ha guadagnato posizioni nelle preferenze rossonere.
Un’accelerata imminente per blindare il progetto
Nelle prossime settimane, quindi, il Milan non solo ufficializzerà diversi addii, ma dovrebbe accelerare per definire almeno il nuovo direttore tecnico e il successore di Allegri. Per quanto concerne la panchina, l’indiziato numero uno resta proprio Glasner; stando a voci sempre più insistenti, sarebbe già in programma un incontro con il tecnico all'inizio della prossima settimana. La dirigenza, consapevole del tempo che stringe per pianificare il mercato, cerca un allenatore vincente e abituato ai trofei europei, caratteristiche che Glasner ha dimostrato di possedere.
Il suo 5-2-3, fatto di grande intensità fisica e ripartenze rapide, è considerato funzionale al rilancio di una rosa che necessita di una scossa.
Il giorno che non c’è: il lato umano di un vincente
C’è un giorno, però, nella vita di Oliver Glasner che non è mai esistito. O meglio, che l’attuale tecnico non ricorda di aver vissuto. È il 4 agosto 2011, quando Glasner giocava ancora a calcio come difensore centrale e capitano del Ried. L’austriaco, allora 36enne, era a Copenaghen per la sfida di qualificazione all’Europa League contro il Brondby. Dopo un duro scontro di gioco rimediato qualche giorno prima, le condizioni del capitano peggiorarono drasticamente; portato d’urgenza in ospedale, gli fu diagnosticata un’emorragia cerebrale che richiese un intervento neurochirurgico.
Tutta la memoria relativa a quelle ore, compreso l'arrivo in ambulanza e la degenza nel reparto danese, è semplicemente svanita. Un episodio drammatico che mise fine alla sua carriera da calciatore, ma che gli ha forgiato quella determinazione granitica che oggi lo porta a essere conteso dai top club d’Europa.




