Milan, l’incontro con Iraola dieci giorni fa e il casting per la panchina dopo l’addio ad Allegri

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La notizia, filtrata attraverso le ricostruzioni di Sky Sport, fotografa una situazione già maturata nei meandri della dirigenza rossonera ben prima dell’ufficialità: dieci giorni fa, il Milan aveva già incontrato Andoni Iraola. L’incontro, avvenuto il 15 maggio a Londra, ha visto la partecipazione dell’intero stato maggiore del club, a dimostrazione di come il nome del tecnico basco del Bournemouth non fosse semplicemente un’idea buttata lì, bensì un obiettivo concreto per il post-Massimiliano Allegri.

Era piena lotta per un piazzamento in Champions League, eppure la macchina del ricambio si muoveva già sottotraccia, a due giorni precise dalla delicata sfida di Genoa. Un tempismo che, unito ad altri dettagli comportamentali, lascia intendere come la separazione dall’attuale guida tecnica fosse già stata metabolizzata ai piani alti di via Aldo Rossi.

La mancata esultanza e le telefonate di Ibra: i dettagli che compongono il quadro

Per comprendere la freddezza dei rapporti attuali, basta osservare ciò che è accaduto domenica scorsa a San Siro: al gol di Saelemaekers, decisivo per il vantaggio sul Cagliari, la tribuna dirigenziale non ha esultato. Un silenzio tombale che diventa ancora più eloquente se affiancato al comportamento tenuto da Zlatan Ibrahimovic nelle scorse settimane. Lo svedese, come riportato dalla stampa, ha iniziato a chiamare direttamente i calciatori, scavalcando di fatto le consuete gerarchie spogliatoio.

A ciò si aggiunge un precedente screzio (quasi venuto alle mani) tra lo stesso Ibrahimovic e Allegri, episodio che aveva già gettato ombre sul clima interno. Non è quindi un caso se, nonostante la vittoria nel match casalingo, l’ambiente percepisse già aria di addio: la qualificazione alla prossima Champions League, obiettivo dichiarato a inizio stagione, è sfumata, e con essa la fiducia nei confronti del tecnico livornese.

Il casting per la panchina: l’opzione Iraola sfida i bookmaker

Con la rivoluzione ormai compiuta, il club ha ufficialmente avviato il casting per la panchina; un casting che, secondo i betting analyst di Sisal e Snai, vede attualmente in pole position proprio Andoni Iraola con una quota fissata a 2,50 (nella categoria “Altro”). Il profilo del classe 1982 piace perché rappresenta quel «tocco di novità» e quella «via alla Fabregas» di cui Gerry Cardinale andava cercando: un allenatore giovane, artefice del miracolo sportivo che ha portato il Bournemouth a qualificarsi per la prima volta nella sua storia all’Europa League.

Non si tratta di un nome di ripiego, tant’è che è previsto a breve un secondo incontro per provare a chiudere la trattativa entro la settimana; lo stesso Ibrahimovic spinge con decisione per regalare a Milano questo progettista spagnolo, capace di unire idee di gioco moderne e risultati concreti in una Premier League sempre più avara di sorprese.

Il ritorno dell’ipotesi Rangnick e le dinamiche di mercato

Se Iraola sembra la scelta calda del momento, non si possono archiviare le altre piste percorse dalla dirigenza. Contro ogni pronostico iniziale, torna prepotentemente di moda il nome di Ralf Rangnick, incontrato da Ibrahimovic a Vienna.

L’allenatore della nazionale austriaca, che già nel 2020 era stato il candidato forte di Ivan Gazidis, potrebbe stavolta approdare a Milano con un ruolo ibrido da allenatore-manager; una soluzione che, al tempo, trovò la ferma opposizione di Zvonimir Boban e Paolo Maldini (preferendogli la continuità con Pioli), ma che oggi sembra riconsiderata con favore per ricostruire un’identità di club.

Sei anni dopo, la suggestione del modello tedesco torna dunque a ronzare nel quartier generale rossonero, aggiungendo un elemento di complessità a un mercato degli allenatori che si preannuncia già molto affollato. Le prossime ore saranno decisive per capire se la società opterà per la novità inglese di Iraola o per l’esperienza manageriale di Rangnick, tenendo conto che la programmazione estiva non ammette ulteriori passi falsi.

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