Milan, la soluzione interna per il dopo-epurazione: Kirovski promosso, spunta Teti come direttore sportivo

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Sport Redazione Sport   -   La rifondazione dell'area tecnica del Milan, dopo l'azzeramento del 25 maggio che aveva portato alle uscite di Massimiliano Allegri, Giorgio Furlani, Igli Tare e Geoffrey Moncada, sembra aver imboccato una strada inaspettata. A quasi un mese di distanza, con il calciomercato estivo ormai alle porte, il club rossonero si trova ancora a fare i conti con un organigramma da ricostruire e la necessità di dare un volto e una struttura al nuovo corso voluto da Gerry Cardinale e Zlatan Ibrahimovic.

Dopo i tentativi andati a vuoto per profili internazionali e le fumate nere con Ralf Rangnick e Markus Krösche, la proprietà avrebbe deciso di ripiegare su una soluzione interna, promuovendo di fatto il dirigente del Milan Futuro, Jovan Kirovski.

Il casting infinito e le scelte obbligate

Il casting per i nuovi vertici, condotto da Cardinale e Ibrahimovic con l’ausilio di cacciatori di teste, ha finito per partorire un "topolino". L'ipotesi di affidare a Rangnick i pieni poteri si è scontrata con le resistenze dello svedese, mentre il tentativo di strappare all'Eintracht Francoforte la coppia Markus Krösche e Timmo Hardung si è risolto in un nulla di fatto, con il club tedesco che non avrebbe gradito le modalità dell'assalto rossonero.

Questi insuccessi hanno costretto il Milan a tornare al punto di partenza, spingendo per una soluzione che garantisse al più presto un interlocutore per il mercato. L'urgenza è dettata anche dal calendario: il 20 giugno, un club non può permettersi di non avere un referente ufficiale per le trattative in corso.

Kirovski e il rebus del patentino

La soluzione interna individuata porta il nome di Jovan Kirovski, dirigente americano portato a Milano proprio da Ibrahimovic, conosciuto durante l'esperienza al Los Angeles Galaxy. Nonostante il progetto Milan Futuro non abbia dato i frutti sperati, con una retrocessione in Serie D e un mancato ritorno in C, Kirovski gode della fiducia del senior advisor di RedBird e avrebbe già incontrato Cardinale il giorno stesso dell'epurazione.

Tuttavia, la sua promozione a direttore sportivo della prima squadra si scontra con un ostacolo burocratico non indifferente: Kirovski non è in possesso del patentino necessario per esercitare il ruolo. Per sopperire a questa mancanza, il club sta valutando l'inserimento di un'altra figura che lo affianchi, e il nome che sta prendendo piede nelle ultime ore è quello di Domenico Teti.

Chi è Domenico Teti, l'italiano che può firmare

Domenico Teti, dirigente milanese classe 1976, sarebbe il profilo scelto per affiancare Kirovski e fornire quella competenza "sul campo" che al momento manca. Reduce dall'esperienza in Premier League con il Wolverhampton, Teti vanta un curriculum di tutto rispetto, maturato in oltre vent'anni di carriera tra Italia e estero. Dopo l'esordio all'Hellas Verona e le esperienze con Lugano, Sampdoria e Novara, ha lavorato con successo ad Apoel Nicosia e Al-Shabab, per poi approdare in Inghilterra. La sua esperienza è considerata preziosa per una struttura che altrimenti risulterebbe troppo acerba.

L'idea della dirigenza sarebbe quindi quella di costruire un team, con Kirovski in una posizione di vertice e Teti a ricoprire il ruolo di direttore sportivo "operativo", grazie al possesso del tesserino che gli permetterebbe di firmare i contratti.

Un nuovo assetto con Gardiner e altri movimenti

In questo nuovo scenario, anche altri ruoli all'interno dell'area sportiva sarebbero destinati a cambiare. Bobby Gardiner, attuale head of performance analytics, sarebbe promosso a capo scout, prendendo il posto di Moncada. L'operatività del Milan in queste settimane di vuoto di potere è stata garantita proprio da queste figure, che hanno continuato a lavorare a stretto contatto con Ibrahimovic e la proprietà, portando avanti alcune trattative, come quella per il giovane Aurelien Guernier.

Restano sullo sfondo altri nomi, come quello di Devin Özek, ex Fenerbahce, ma al momento la soluzione interna con l'innesto di Teti sembra la pista più concreta per uscire dall'emergenza e dare una fisionomia alla nuova dirigenza rossonera.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.