Milan, il rebus dirigenziale: nuovo assalto a Krösche, spunta l'ipotesi interna Kirovski

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Prosegue a rilento, e non senza intoppi, la complessa opera di ricostruzione dell'organigramma sportivo del Milan, con la proprietà di Gerry Cardinale che, dopo aver ufficializzato l'arrivo di Ruben Amorim sulla panchina rossonera, si trova ora a dover fare i conti con l'annosa e cruciale questione relativa alla nomina del nuovo direttore sportivo e del direttore dell'area tecnica.

Se da un lato la scelta del tecnico portoghese ha rappresentato un primo, significativo tassello del progetto futuro, dall'altro la dirigenza di via Aldo Rossi appare ancora in alto mare per quanto concerne la definizione delle figure che andranno a comporre lo scacchiere manageriale, un ritardo che comincia a pesare in prospettiva della prossima sessione di calciomercato.

La volontà del club, come confermato da più fonti, sarebbe quella di tentare un nuovo, deciso assalto per strappare all'Eintracht Francoforte Markus Krösche, head of football del club tedesco e da tempo considerato il profilo ideale per guidare la rinascita tecnica del Diavolo, sebbene l'operazione si presenti tutt'altro che semplice, viste le resistenze opposte dalla società tedesca.

L'ostacolo Krösche e le cifre folli del 'no'

Il nome di Markus Krösche, da tempo al centro delle attenzioni del Milan, rappresenta ancora l'obiettivo principale per la costruzione del nuovo corso, ma la strada che porta al dirigente di Hannover è lastricata di ostacoli, primo fra tutti l'atteggiamento dell'Eintracht Francoforte, che avrebbe accolto con malcelato fastidio l'approccio del club milanista al proprio tesserato.

Secondo quanto ricostruito dal quotidiano tedesco Bild, vicino alle vicende del club di Francoforte, il nativo di Hannover avrebbe addirittura declinato una proposta faraonica da parte del Milan, una sorta di super-ingaggio che si sarebbe aggirato intorno ai 40 milioni di euro, a fronte di un budget per il calciomercato di ben 700 milioni.

Cifre che, se confermate, dipingono la portata dell'investimento che la proprietà americana sarebbe disposta a mettere in campo per assicurarsi il dirigente, ma anche la sua ferma volontà di rimanere legato al progetto dell'Eintracht, dove detiene un potere e una responsabilità che evidentemente valgono molto più del mero compenso economico. La Bild, insomma, getta luce su una fumata nera che ha dell'incredibile, evidenziando come le trattative siano naufragate su dettagli economici clamorosi, nonostante l'enorme sforzo finanziario prospettato dalla dirigenza rossonera per portarlo a Milano.

Le alternative: la giovane scommessa Ozek e la promozione interna

Di fronte a un muro così alto, e consapevoli che l'Eintracht non sembra intenzionato a privarsi del suo uomo simbolo se non dietro il pagamento di un indennizzo, che si vocifera possa aggirarsi almeno sui 10 milioni di euro, in casa Milan si sono cominciati a valutare seriamente anche percorsi alternativi, per non restare completamente sprovvisti in una fase delicata come quella estiva.

La prima pista, che sembra godere di un certo credito nelle stanze del potere rossonero, porta al giovane e promettente direttore sportivo del Fenerbahce, Devin Ozek, classe '95, un profilo che ha attirato l'attenzione per il lavoro svolto al Bayer Leverkusen e per la sua recente esperienza in Turchia, e che ora attende una chiamata che potrebbe cambiare il suo destino, anche se qualche riserva permane sulla sua esperienza, giudicata forse ancora non sufficiente per gestire un club delle dimensioni e delle pressioni del Milan.

A questa si affianca però una soluzione interna, che sta facendo breccia nelle valutazioni del senior advisor Zlatan Ibrahimovic, il quale avrebbe una grandissima stima di Jovan Kirovski, attuale direttore sportivo del Milan Futuro da due anni, figura che potrebbe essere promossa a diretto contatto con la prima squadra, un'ipotesi che rappresenterebbe una scelta di continuità e di scommessa su un uomo già all'interno dell'organigramma societario, in un momento in cui il tempo stringe e le alternative esterne sembrano complicarsi.

Il nodo burocratico e l'urgenza di una decisione

La soluzione interna che porta a Jovan Kirovski, però, si scontra con un intoppo di natura regolamentare non da poco, che rischia di vanificare le buone intenzioni di Ibrahimovic e della proprietà: il dirigente statunitense, infatti, non avrebbe ancora completato il corso all'Unisalento e, di conseguenza, non avrebbe sostenuto il fatidico esame a Coverciano per ottenere l'abilitazione necessaria a ricoprire il ruolo di direttore sportivo della prima squadra, un ostacolo burocratico che al momento blocca la sua ascesa e che costringerebbe il Milan a trovare soluzioni di ripiego per completare

L'organigramma, magari affidandogli un ruolo diverso o affiancandogli una figura abilitata per la firma dei contratti. Il tempo, del resto, è un fattore che gioca chiaramente contro il Diavolo, che si trova a dover gestire una situazione di stallo mentre le altre società iniziano a muoversi con decisione sul mercato, incontrando procuratori e programmando acquisti e cessioni, mentre il Milan è ancora fermo a dover definire le figure che dovranno guidare questa fase cruciale.

La sensazione, al netto dei nomi e delle strategie, è che il club di via Aldo Rossi sia chiamato a una accelerata decisiva, con la necessità di scegliere una pista da seguire per evitare di arrivare impreparato all'appuntamento con la nuova stagione, che si avvicina inesorabile e che richiede una struttura dirigenziale solida e operativa, un rebus che la proprietà guidata da Gerry Cardinale deve risolvere con la massima urgenza, bilanciando ambizione e pragmatismo.

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