Sinner, il ritorno a Torino tra fede arancione e calcoli da milioni

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Sport Redazione Sport   -   Jannik Sinner fa il suo ritorno nella Inalpi Arena di Torino, un luogo che per lui, ormai, ha il sapore di casa, circondato da una marea umana che, indossando il colore arancione, ha trasformato il palazzo dello sport in una festa ininterrotta. I primi a invadere gli spalti, già dalle prime luci dell'alba, sono stati gruppi di sostenitori arrivati da ogni angolo della Penisola, come quella famiglia di sette persone partita da Montebelluna, in provincia di Treviso, che ha ideato un "cartellone vivente" indossando felpe con le lettere che compongono il nome del loro idolo. Una coreografia spontanea, che non ha avuto bisogno di effetti speciali per accendere gli animi, dimostrando come il legame tra il tennista altoatesino e il suo pubblico trascenda la semplice partita, diventando un fenomeno sociale che riempie di significato ogni suo singolo appuntamento.

La posta in palio: oltre la gloria, i conti

Ma al di là dell'affetto smisurato, che costituisce il sottofondo costante di questa avventura, la Nitto ATP Finals rappresenta per Sinner una sfida dal duplice, altissimo valore. Da un lato, c'è l'opportunità di riconquistare la vetta della classifica mondiale, l'obiettivo più ambito per qualsiasi tennista dopo le finali degli Slam; dall'altro, si profila un montepremi che, con i suoi 5.07 milioni di dollari riservati al vincitore del torneo, costituisce una delle poste in palio più ricche dell'intera stagione. Una cifra che, se si considera l'ulteriore bonus per chi riuscisse a vincere il torneo senza incassare sconfitte, aggiunge un ulteriore strato di competitività a un evento già di per sé esclusivo e carico di tensione.

Il percorso nel girone Borg e l'assenza di Djokovic

Il suo cammino è cominciato nel girone Bjorn Borg, dove Alexander Zverev ha già messo a segno il primo colpo, superando Ben Shelton in due set. L'esordio di Sinner, che si è materializzato contro il canadese Felix Auger-Aliassime – un avversario che ha già battuto di recente nel Masters 1000 di Parigi – è stato dunque il primo passo di un percorso che lo vedrà misurarsi con i migliori. Un tabellone che, per una di quelle svolte impreviste che solo lo sport sa regalare, non vedrà la presenza di Novak Djokovic: il serbo, dopo la vittoria sul connazionale Lorenzo Musetti ad Atene, ha infatti rinunciato a partecipare, lasciando il suo posto proprio a Musetti, il quale è stato a sua volta inserito nel girone Connors insieme a Carlos Alcaraz, Alex De Minaur e Taylor Fritz.

L'incognita e la sfida immediata

Il vincitore dello scontro tra l'azzurro e il canadese si troverà ad affrontare proprio Zverev, in un incrocio che potrebbe già definire, in parte, gli equilibri del gruppo. Ogni vittoria nel round robin, come è noto, vale punti e una consistente ricompensa economica, ma è la prospettiva del premio finale, quello che attende chi solleverà il trofeo domenica, a muovere gli animi e le racchette. Un traguardo che Sinner conosce bene, avendolo già conquistato, e che ora si appresta a difendere con il peso, e l'onore, di essere il punto di riferimento non solo per i tifosi in tribuna, ma per l'intero movimento tennistico italiano.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.