La spesa militare globale tocca il record storico: superati i 2.700 miliardi di dollari
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Redazione Esteri
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I bilanci per gli armamenti continuano a lievitare in ogni angolo del pianeta, raggiungendo nel 2024 la cifra senza precedenti di 2.718 miliardi di dollari, con un incremento del 9,4% rispetto all’anno precedente. Lo rivela l’ultimo rapporto dello Stockholm International Peace Research Institute (Sipri), che sottolinea come si tratti dell’aumento più marcato dalla fine della Guerra Fredda. Sebbene la tendenza riguardi tutte le regioni, Europa e Medio Oriente spiccano per la rapidità con cui stanno accrescendo i loro investimenti nel settore, in un contesto internazionale sempre più segnato da tensioni e conflitti.
A guidare la classifica dei paesi che destinano più risorse alla difesa restano gli Stati Uniti, seguiti da Cina, Russia, Germania e India, i quali da soli assorbono il 60% della spesa globale, pari a 1.635 miliardi. Ma è osservando il rapporto tra spese militari e prodotto interno lordo che emergono situazioni ancora più significative: l’Ucraina, in piena guerra con Mosca, destina alla difesa il 34% del proprio Pil, mentre Israele, dopo l’escalation con Hamas, ha aumentato del 34% il budget rispetto al 2023, portandolo all’8,8% del Pil. Dietro di loro, Algeria e Russia completano il quadro dei paesi che più stanno riorientando le proprie economie verso l’apparato bellico.
Nonostante le cifre record, il fenomeno non sembra destinato a fermarsi. Dal 2015, infatti, la spesa militare mondiale ha conosciuto una crescita costante, arrivando a rappresentare oggi il 2,5% del Pil globale. Se da un lato le grandi potenze consolidano i loro arsenali, dall’altro anche nazioni come il Myanmar registrano incrementi significativi, con un +3% rispetto all’anno precedente. Un trend che, secondo alcuni analisti, riflette una crescente militarizzazione delle relazioni internazionali, in cui gli investimenti in armamenti diventano sempre più una necessità percepita più che una scelta strategica.




