Oristano si conferma la provincia più sicura d'Italia, mentre la microcriminalità avanza nelle grandi città
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Redazione Interno
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Le statistiche sulla criminalità, che nel loro complesso delineano un panorama nazionale in lieve ma costante peggioramento, riservano una posizione di assoluto rilievo alla provincia di Oristano, la quale, con appena 1.572,8 denunce per 100.000 abitanti, si attesta come il territorio con l'indice di criminalità più basso in tutta Italia. I dati, che provengono dalla banca dati interforze del dipartimento di Pubblica sicurezza del Ministero dell'Interno e sono stati elaborati in esclusiva per una pubblicazione, fotografano una situazione in cui i reati segnalati nel 2024 hanno toccato la cifra di 2,38 milioni, segnando un incremento dell'1,7% rispetto all'anno precedente e superando, di conseguenza, anche i livelli pregressi. Questo trend, che trova la sua principale motivazione nella recrudescenza dei reati di microcriminalità da strada, non intacca però il primato di sicurezza di cui gode il capoluogo sardo, che si colloca all'ultimo posto di una classifica virtuosa comprendente 107 province.
Il quadro nazionale e il caso Sardegna
Mentre Milano, Firenze e Roma, complici le loro dimensioni e dinamiche sociali più complesse, si trovano ai vertici della classifica per numero di reati denunciati, l'analisi dei numeri svela come l'intera regione Sardegna rappresenti un'eccezione positiva nel contesto italiano. Le sue città, non solo Oristano, si distinguono infatti per una marcata tranquillità e per tassi di criminalità contenuti, resistendo a un'impennata che a livello nazionale appare ormai strutturale. L'elaborazione dei dati, i quali mostrano un aumento del 3,4% se paragonati al 2019, conferma dunque una tendenza che vede le grandi aree metropolitane fare i conti con un malessere diffuso, lasciando invece ai centri minori, e in particolare a quelli sardi, il ruolo di baluardi della sicurezza.
I numeri che incoronano Oristano
Entrando nel dettaglio della performance di Oristano, che con i suoi 2.326 reati in totale nell'anno di riferimento si conferma un caso di studio, emerge con chiarezza il distacco dalle altre realtà territoriali. Un tale risultato, che non è affatto episodico ma si consolida nel tempo, permette di tracciare un solco profondo tra le province a bassa densità criminale e quelle dove il fenomeno assume dimensioni più preoccupanti. La microcriminalità, che pure rappresenta la voce di reato in maggiore crescita su scala nazionale, sembra dunque trovare in queste zone un argine naturale, sebbene le ragioni di questa resilienza meriterebbero un'analisi più approfondita.
Un confronto che lascia il segno
Il confronto con gli anni precedenti, che include anche un paragone con il 2018, non fa che accentuare il divario tra le due Italie che i rapporti periodici continuano a descrivere: da un lato un Nord e un Centro gravati dal peso dei grandi agglomerati urbani, dall'altro alcune aree del Sud e delle Isole che, pur con le loro criticità, preservano caratteristiche di vivibilità e bassa conflittualità sociale. I dati del Viminale, la cui pubblicazione offre sempre uno spaccato fedele della situazione, ribadiscono quindi un dualismo ormai cronico, nel quale Oristano e la Sardegna continuano a rappresentare un modello virtuoso, sebbene isolato, di sicurezza pubblica.




