Bologna, un anno di "Città 30"
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Redazione Interno
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A un anno dall'introduzione della misura "Città 30" a Bologna, il bilancio tracciato dal sindaco Matteo Lepore è decisamente positivo. La riduzione della velocità massima consentita a 30 km/h ha portato a una significativa diminuzione degli incidenti stradali, con un calo del 13% rispetto all'anno precedente. Anche il numero dei feriti è sceso dell'11%, mentre gli incidenti più gravi sono diminuiti del 31%. Per la prima volta dal 1991, nessun pedone ha perso la vita sulle strade della città, un risultato che il sindaco ha definito storico.
Tuttavia, nonostante questi dati incoraggianti, è emerso un aumento del 5,9% dei ciclisti coinvolti in incidenti. Questo dato, sebbene preoccupante, non sminuisce l'importanza dei risultati ottenuti con la "Città 30". La misura, infatti, ha contribuito a dimezzare il numero complessivo di morti nel traffico urbano, un traguardo che testimonia l'efficacia delle politiche di sicurezza stradale adottate dall'amministrazione comunale.
Il sindaco Lepore ha sottolineato come la riduzione della velocità abbia reso le strade più sicure per tutti gli utenti, non solo per i pedoni. La misura ha anche incentivato l'uso della bicicletta, con un aumento significativo del numero di ciclisti in città. Questo cambiamento, sebbene abbia comportato un aumento degli incidenti che coinvolgono i ciclisti, è visto come un passo positivo verso una mobilità più sostenibile e rispettosa dell'ambiente.
Il primo anno di "Città 30" a Bologna può essere considerato un successo, con risultati tangibili in termini di sicurezza stradale e riduzione degli incidenti.




