Rivoluzione urbanistica a Bologna: il limite di 30 km/h cambia il volto della città
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Redazione Interno
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L'architetto Andrea Trebbi ha recentemente commentato la trasformazione urbanistica di Bologna, una città che, secondo lui, non ha mai subito un cambiamento al passo con i tempi. La nuova iniziativa del sindaco Matteo Lepore, nota come "Città a 30 all’ora", è vista come un passo avanti verso una vera rigenerazione, un concetto di cui si parla da anni ma che non è mai stato realizzato.
Il punto di vista di Trebbi
Trebbi ha analizzato la svolta del traffico bolognese, rispondendo anche alle parole del collega Stefano Boeri, che in un'intervista al QN ha dichiarato il suo sostegno alla lettera al Mit pro-Bologna, in favore dell'iniziativa del sindaco Lepore.
La reazione a Bologna
Il provvedimento del Comune di Bologna di instaurare un limite di velocità massima di 30 km/h in gran parte del centro della città ha suscitato dibattito. Questa decisione ha provocato manifestazioni di protesta con auto a ‘passo d’uomo’ e già molte ‘vittime’ di autovelox e tele laser.
Il caso di Taggia
A Taggia, una città della Liguria, un limite di velocità simile è in vigore da alcuni mesi. Abbiamo cercato di capire come potrebbe essere instaurato un limite del genere anche a Sanremo.
Il parere degli esperti
Alfredo Drufuca, ingegnere milanese e direttore tecnico di Polinomia, la società di studi sulla mobilità che si è occupata dell’analisi costi/benefici su Bologna 30, è uno degli autori della lettera firmata da 130 tecnici, urbanisti, professori. Drufuca ha espresso il suo disorientamento di fronte alla situazione, definendo l'azione di Salvini un "colpo di mano centralista per la deregulation al volante" e sottolineando come questa vada contro la sicurezza.




